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Guadagnare l'Expo e perdere la faccia

Il Dalai Lama a Milano

Non si può non ricevere il sorridente Papa buddista che vuole salvare la sua religione

di Giacomo Properzj - 25 novembre 2007

Se Benedetto XVI dovesse girare ramingo per il mondo, ospitato “alla buona” dalle comunità cattoliche ancora a lui fedeli, perchè il Vaticano è stato invaso dai massoni e da Diliberto che condizionando il governo Prodi può fare ciò che vuole (naturalmente si tratta di un esempio del tutto assurdo e che serve a rendere più chiaro ciò che voglio dire). Se tutto questo succedesse, sicuramente gran parte del mondo sarebbe preso da giustificata pietà per il povero Papa che verrebbe accolto dai paesi democratici con gli onori dovuti al suo rango aggiunti alla simpatia per chi viene ingiustiamente umiliato ed esiliato. Non sembra che questi stessi sentimenti alberghino non solo nei nostri governanti romani ma anche nei nostri governanti locali, Sindaco e Presidente della Regione (il Presidente della Provincia, sempre simpaticamente loquace, tace sull"argomento) nei confronti di un caso analogo ma reale cioè quello del Dalai Lama che viene a Milano per incontrare un consistente numero di buddisti. Infatti non sarà ricevuto ufficialmente né dal Sindaco né dal Presidente perchè si temono le reazioni negative della Cina in ordine al famoso caso “Expo 15” nel cui comitato designativo la Cina dispone di un voto. Ora l"Expo, si capisce, rappresenta la grande occasione per l"amministrazione milanese che condiziona tutto il suo comportamento alla realizzazione di questo evento: ma vale “l"Expo 15” una vigliaccata? Nei discorsi che questi grandi gerarchi del potere locale ci fanno quasi ogni giorno sui problemi politici, prevalgono gli aspetti di alta filosofia quindi l"etica e la moralità che la sostiene. Spade luccicanti vengono metaforicamente snodate e i volti si atteggiano ad una serietà compunta che ispira poi il comportamento nella variegata folla dei loro consulenti e dipendenti. Ma è compatibile tutto questo con un comportamento nella realtà ispirato alla concretezza dei fatti e agli affari degli immobiliaristi? Io penso, non so se voi siete d"accordo con me, che si possa essere amministratori validi ancorchè pragmatici e legati principalmente alle occasioni di sviluppo economico della propria amministrazione ma allora non ci si può riempire la bocca di etica aristotelico-tomista. Non si può, in altre parole, non ricevere il sorridente e sereno Papa buddista che con grande difficoltà cerca di salvare la sua religione, valida quanto la nostra, dalla persecuzione della Cina comunista, guadagnando forse l"Expo ma perdendo la faccia.

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