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Public Policy

Tutti i nodi della sanità

Il copione è sempre lo stesso

Le aziende ospedaliere sono una realtà da rivedere completamente

di Cesare Greco - 21 febbraio 2012

Il copione è sempre lo stesso: un politico si presenta senza preavviso (effettua un blitz, come scrivono i giornali, conferisce drammaticità ulteriore) nel pronto soccorso di un grande ospedale e scopre un mondo raccapricciante. Anche questa volta l’improvvisata nell’ex più grande ospedale romano ha prodotto i suoi effetti, ma li avrebbe prodotti anche se avessero telefonato una settimana prima preannunciando la visita. L’unica novità, perfettamente in linea con lo spirito bipartisan che anima le forze politiche che appoggiano il governo Monti, sta nel fatto che si sono presentati insieme un senatore del centrodestra e un senatore del centrosinistra e che insieme e in equa misura hanno espresso il loro sdegno. Il ministro ha inviato gli ispettori per indagare sulle responsabilità, le inadempienze, i disservizi e, già che ci si trovava ha anche annunciato che per i medici la festa è finita e che dovranno chiudere i propri studi privati e visitare all’interno delle strutture ove prestano servizio, dal momento che la fase transitoria della riforma del 1999 è finita. Tredici anni di fase transitoria non è male. Secondo lei, sig. ministro, sono i medici che sono contenti di sostenere spese che non possono neanche scaricare o sono le aziende ospedaliere che non hanno fatto il loro dovere negando un diritto sacrosanto?

Nei giorni immediatamente precedenti il blitz, il sig. ministro ha anche annunciato una riforma epocale dei concorsi ospedalieri: non più una rosa di idonei al’interno della quale il Direttore Generale sceglie il vincitore a suo insindacabile giudizio, ma una graduatoria all’interno della quale il Direttore Generale sceglie il vincitore a suo insindacabile giudizio, però motivandolo. Perché, fin’ora non doveva neanche fornire spiegazioni? A proposito, sig. ministro, ma quando annuncerà la riforma, questa si epocale, del sistema di reclutamento dei Direttori Generali? Quando toglierà dalle mani dei politici, quegli stessi che irrompono e poi si indignano, il potere di nomina e, quindi, di totale condizionamento e asservimento dei Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere? Domanda retorica, dal momento che il sig. ministro è considerato il padre di quella legge di riforma sanitaria 229 del 1999, meglio nota come riforma Bindi, che ha militarizzato il controllo politico su tutta l’organizzazione della sanità. Il copione è sempre lo stesso e non può cambiare perché a scrivere la sceneggiatura sono sempre le stesse mani. Su quasi tutto il territorio nazionale, la sanità è stata resa inefficiente, e a volte indecente, dall’azione sistematica di una classe politica che per motivi ideologici, o semplicemente individuando in essa una fonte di finanziamento della clientela, se n’è appropriata e l’ha gestita come le è parso e piaciuto. Mi scusi senatore Marino, ma ha letto il libro del 2006 dei suoi all’epoca compagni di partito Salvi e Villone sui Costi della Democrazia? Oltre ai temi etici a lei tanto cari e certamente importanti, lei che è stato un cervello in fuga, si è posto il problema delle cause vere delle disfunzioni che tanto l’hanno indignata? E se se lo è posto, se lo è posto da medico o da politico? La domanda no è peregrina, perché il punto di vista cambia radicalmente. E mi scusi senatore Gramazio, ma dove era lei quando i governi della sua regione, compresi quelli della sua parte politica, dopo avere, giustamente a mio parere (ma è un punto di vista), criticato la legge Bindi si sono accorti di potere partecipare ai dividendi offerti in termini di clientela e da una parte tagliavano le spese per l’assistenza, dall’altra consentivano ai Direttori Generali di ASL e Aziende ospedaliere di mantenere e incrementare apparati burocratici elefantiaci e inefficienti (magari facendo ricorso agli articoli 15 septies e 15 octies della legge 229/99 ben nota al sig. ministro), mentre si buttava il pubblico denaro effettuando anche più volte lavori tanto costosi quanto inutili o addirittura dannosi? Il copione è sempre lo stesso: quello da par suo sintetizzato in una canzone di Fabrizio De Andrè ….”e lo Stato che fa si costerna, s"indigna, s"impegna poi getta la spugna con gran dignità”.

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