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Per delle elezioni democratiche

Il circo Barnum della legge elettorale

Un sistema elettorale a due schede garantirebbe rappresentatività parlamentare e stabilità governativa

di Luca Bagatin - 27 febbraio 2012

E" curioso come il tema della legge elettorale sia ancora oggi più caldo che mai. E" parimenti curioso che nessuna forza politica rilevi che la Costituzione della Repubblica italiana preveda un"unica legge elettorale, modificabile solo modificando gli articoli 56 e 57 della medesima, i quali prevedono un sistema elettorale proporzionale puro. E" dunque quantomeno incredibile che, dal "93 ad oggi siano state introdotte leggi elettorali maggioritarie (o, meglio, falsamente maggioritarie, ovvero veramente pasticciate) e che si siano ammessi persino referendum di modifica alla legge elettorale. Il nostro, politicamente, è un Paese davvero curioso, ove le forze politiche sembrano piuttosto raggirare gli elettori a loro esclusivo tornaconto...elettorale, appunto !

Orbene, se proprio la legge elettorale si vuole modificare, sarebbe bene che il Presidente della Repubblica proclamasse l"elezione di un"Assemblea Costituente atta allo scopo. Purtroppo, così non avviene da lungo tempo e la discussione su improbabili leggi elettorali pasticciate e pasticcione prosegue inesorabile (e per fortuna che, quantomeno, si è evitata l"ammissione dell"ennesimo quesito referendario, ancora una volta incostituzionale). Ad ogni modo, chi scrive, posto che, per legge, sia opportuna un"Assemblea Costituente, ritiene che le uniche leggi elettorali in grado di soddisfare l"elettorato senza prenderlo per i fondelli (come avvenuto dal "93 ad oggi), siano o il proporzionale puro o il maggioritario puro. Il primo garantisce rappresenzanza elettorale, senza antidemocratici sbarramenti (che rimangono antidemocratici anche se applicati in altri Paesi europei). Il secondo garantisce stabilità di governo. Chi scrive, da lungo tempo, ritiene che sarebbe opportuno introdurre un sistema elettorale a due schede: la prima per l"elezione diretta del Presidente della Repubblica, finalmente con funzioni di governo e di nomina e revoca dei ministri, slegato dai partiti ed eletto a turno unico da tutti gli aventi diritto al voto.

La seconda scheda per l"elezione del Parlamento, monocamerale, con funzioni unicamente legislative e di controllo ed eletto su base proporzionale pura, senza alcuno sbarramento e con il sistema delle due o tre preferenze. Un siffatto sistema garantirebbe al 100% rappresentatività parlamentare e stabilità governativa. Sarebbe a totale vantaggio degli elettori che, finalmente, vedrebbero effettivamente pesare il loro voto. Sarebbe invece a totale svantaggio delle segreterie di partito che non potrebbero più condizionare l"attività di un governo che dovrebbe essere totalmente indipendente dai partiti politici e dunque non condizionabile. A quel punto potrebbero essere introdotte misure quali ad esempio i referendum propositivi, che restituirebbero totalmente lo scettro del potere nelle mani dei cittadini.

Sappiamo bene che tali misure sono e saranno sempre avverse alla politica italiana per la sua congenita scarsa fiducia nei confronti dell"elettorato, così come scarsa fiducia ebbero le proposte di riforma presidenziale proposte dal già Eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, in tempi non sospetti. Sappiamo però altrettanto bene che esse sono le uniche in grado di rendere le elezioni politiche italiane autenticamente democratiche e degne della più ampia partecipazione. Diversamente ci chiediamo davvero che senso abbia ancora andare a votare in Italia.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario