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Se si tagliano le ali, poi cosa resta?

Il bipolarismo estremo

I referendari sono riusciti a raccogliere le firme per la riforma della legge elettorale

di Elio Di Caprio - 17 luglio 2007

Sembra che i referendari ce l"abbiano fatta a raccogliere le firme nella sospettabile rincorsa di quasi tutti ad accaparrarsi titoli di merito per riformare l"ultima legge elettorale che, nella sostanza, ha tradito lo spirito bipolare assommando le contraddizioni del sistema maggioritario con quelle del proporzionale. Non mancano gli equivoci e le ambiguità.

Fa un certo effetto sentire i nuovi saggi declamare, visto che la governabilità così non va assolutamente, che ci sarebbe bisogno di una scossa da referendum per cambiare le cose. Come a dire che si ritiene normale strumentalizzare lo strumento referendario per fini che solo la “casta” sa ed i cittadini dovrebbero intelligentemente capire. Chi dice ciò è quella stessa classe politica, di sinistra o di destra, che pure in passato si è presa, senza sollecitazioni referendarie, la responsabilità di qualche decisione sbagliata, a partire dalla riforma unilaterale del titolo V della Costituzione per finire all"ultimo tentativo solitario di riforma costituzionale del centro destra fallito appunto per referendum successivo.

Ed ammesso che sotto la spinta referendaria i maggiori partiti di governo e di opposizione si accordassero per una nuova legge elettorale alla tedesca o alla francese, chi ci dice che non possa essere richiesto un successivo appello referendario per abrogarla? Sembra che il problema fondamentale sia quello di escludere, non dal sistema elettorale, ma dal potere di governo le cosiddette estreme. Ma anche qui bisogna intendersi. E" vero che non sono più i tempi degli “opposti estremismi” e secondo il lessico politico ora prevalente le estreme sarebbero ora quelle “radicali” che si raccolgono attorno agli ex comunisti dichiarati e forse ai verdi-ambientalisti da una parte, alla Lega dall"altra. Ma sarebbe ben dura una gara a chi è più estremista tra gruppi e gruppetti che sono al di sotto del 5% del consenso elettorale. E poi perchè anche Clemente Mastella non dovrebbe essere considerato un estremista di centro? Sono più estremi i no global tenuti a bada da Bertinotti o il Calderoli dalla maglietta antiislamica che per poco non determinò l"inizio di una sanguinosa rivolta degli islamici di Tripoli più di un anno fa? Evidentemente vengono fuori i tratti di una complessa cultura politica e di una storia tutta italiana che ha visto brusche alternanze di periodi più o meno brevi di estremismo e periodi ben più lunghi di conservatorismo. A tal punto che, a ragione e per paradosso, ora è l"estrema sinistra ad essere considerata conservatrice ed estremista insieme.

E" stata una manifestazione di estremismo prolungato la stagione delle violenze e del terrorismo ( nostrano) degli anni della contestazione, è stata una forma di estremismo all"italiana il passaggio non violento dalla cosiddetta prima Repubblica alla Seconda . Gli stessi girotondi di morettiana memoria sono stati a loro modo una manifestazione estremista perchè non volevano riconoscere il verdetto elettorale che aveva riportato Silvio Berlusconi per la seconda volta al governo con l"appoggio di più della metà della popolazione ( considerata imbecille da una sinistra supponente). Ma se si va più indietro bisogna riconoscere che la stessa prima Repubblica si è retta in qualche modo su una situazione estrema, tanto è vero che alla fine è bastato poco perchè crollasse sotto le proprie macerie. In quale Paese di democrazia occidentale si è mai visto che per quasi mezzo secolo a una parte consistente dell"elettorato ( quasi il 40% se si sommano i suffragi delle “estreme” di allora, dal PCI al MSI) era nei fatti interdetto di partecipare ad esprimere una maggioranza di governo? Giorgio Almirante si vantava di rappresentare l"estrema destra ( quella che ora, secondo alcuni, sarebbe rappresentata dalla Lega antiimmigrati) e il grande Partito Comunista, il più forte dell"occidente, si logorava già allora nella presunzione di essere di lotta e di governo, dando così spazio ad una sinistra estrema che trovava perfettamente logico essere conseguenti e far coincidere l"estremismo dei fini rivoluzionari con quello dei mezzi violenti. E" da qui che dobbiamo partire per giudicare la stessa opera “trasformistica” di Berlusconi che venuto alla ribalta grazie alla crisi del vecchio sistema si è trasformato poi in vindice delle ingiustizie subite dagli ex socialisti di Craxi e dagli ex democristiani, spazzati via con il concorso della magistratura.

Ma almeno nel centro destra il bipolarismo obbligato di AN, FI, Lega e UCD qualche risultato l"ha prodotto, ha smorzato le latenti tentazioni estremiste sia pure a costo di una mediocre azione di governo. A sinistra invece nulla di tutto questo e gli estremisti-conservatori dichiarati rappresentano tuttora una larga parte della compagine di governo. Certamente il bipolarismo si salva se dà luogo ad una governabilità senza le estreme, come auspica Angelo Panebianco sulle pagine del Corriere della Sera, e tutti sperano pretestuosamente che tale risultato possa essere conseguito attraverso lo strumento del referendum elettorale. Ma a monte c"è un problema di cultura politica : è il bipolarismo in sé che non ha prodotto un"alternanza tranquilla perchè è stato e sta diventando sempre più estremista nella propaganda e nelle aspettative che crea. Ed è per questo che le ali estreme hanno facile gioco a scompaginare qualsiasi coalizione di governo.

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