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Analisi demografica di un Paese in evoluzione

Il Bangladesh del ventunesimo secolo

Un percorso che attraversa la famiglia, le proprietà e l’organizzazione sociale

di Antonio Gesualdi - 17 maggio 2005

Il Bangladesh è uno dei Paesi che affrontano questo secolo con una popolazione già superiore ai 100 milioni di abitanti: per l'esattezza nel 2000 erano 137 milioni (si stima 211 nel 2025).

Il Bangladesh è il Paese che, in questo nostro percorso, ci aiuta a smentire tutto lo sciocchezzaio sulle derivazioni economicistiche dell'abbassamento della fecondità. La povertà può essere, in vari periodi storici, associata sia all'alta fecondità che alla bassa fecondità e quindi non può essere la variante logica di spiegazione.

Malgrado condizioni di povertà assoluta, infatti, in quel Paese, si è registrato un consistente calo della fecondità che è accompagnato da un accrescimento della densità: nel 2001 si sono misurati 834 abitanti per chilometro quadrato. Una delle densità di popolazione tra le più alte del mondo se paragonate anche a quelle dell'India (337) e della Cina (135). Secondo le proiezioni delle Nazioni unite il Bangladesh raggiungerà il livello di fecondità di rimpiazzo (2,1 figli per donna fertile) nel 2025-2030. Si tratta di una popolazione prevalentemente "addensata" nelle aree urbane dove è fortemente contenuta la natalità grazie anche ai programmi di pianificazione familiare che, pur essendo nati negli anni cinquanta, hanno cominciato ad esplicare degli effetti a partire dalla fine degli anni settanta. Cosa che fa pensare, visto che l'inizio dell'abbassamento della fecondità è degli anni sessanta, che neppure i programmi di pianificazione siano la causa determinante del contenimento delle nascite.

Grandi passi avanti anche nell'abbassamento della mortalità infantile: i dati nazionali evidenziano una forte relazione inversa tra il livello di scolarità della madre e la morte prematura. Nel 1990 i tassi più elevati, 118 morti ogni 1000 nati, si registrano tra le madri analfabete e i più bassi, 13, tra quelle di scolarizzazione secondaria.

Cosa sta facendo, allora, del Bangladesh un Paese meglio strutturato se né i facili economicismi né gli altrettanto facili buonismi internazionali sono una spiegazione sufficiente?

Probabilmente un percorso di cambiamento di lungo termine che attraversa le strutture familiari, di distribuzione delle proprietà e di organizzazione sociale. Lo spostamento massiccio verso le zone urbane, la migliore distribuzione delle terre, l'istruzione e soprattutto le modificazioni dello status della donna. Molto importante è apparso anche il cambiamento culturale del desiderio di avere, a tutti i costi, il figlio maschio. Così come è vistoso l'aumento delle donne, dai 5 ai 24 anni, che frequentano regolarmente la scuola passato dal 7,7% (800.000) nel 1961 al 32,2% (7,6 milioni) nel 1991. Nei soli contesti urbani la percentuale è del 40,5. Interessante anche la proporzione di donne nubili di età tra i 15 e 19 anni aumentata in modo spettacolare passando dall'8,3% nel 1961 al 57,2% nel 1994.

Certo dal Bangladesh arrivano anche le notizie di donne di villaggi legate agli alberi e frustate per aver avuto rapporti sessuali illegali, ma la storia di oltre 100 milioni di persone è ben diversa dal singolo caso di cronaca che, spesso, racconta tutto il contrario.

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