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Sicurezza: l’irresponsabile assenza dello Stato

I paradossi italiani

Nella era dei tagli aumentano le garanzie nei confronti dei pentiti “canaglia”

di Alessandra Servidori - 26 novembre 2007

Cinzia Banelli la brigatista condannata per gli omicidi d’Antona e Biagi è stata ammessa al programma di protezione che comporta la remissione in libertà, la concessione di una nuova identità, il trasferimento in una località segreta, un assegno di mantenimento. E tutto a spese dello Stato. Dunque per una “ canaglia pentita” le risorse si trovano nelle stesse ore in cui la risposta di Prodi all’emergenza criminalità è stupefacente: nella Legge Finanziaria tagli alla giustizia e ordine pubblico, con alla voce di bilancio giustizia “ una sforbiciata di 7 milioni e alla “difesa e sicurezza del territorio” con meno 164 milioni.

Crescono i delitti denunciati all’Autorità Giudiziaria della Polizia, dei Carabinieri , della Finanza per alcune tipologie di reato sia per omicidi,rapine, furti di autoveicoli, furti in appartamento,sia per un aumento del 5,1% delle rapine e della criminalità organizzata, fortemente contrastata dalle forze dell’ordine. Che senso ha manifestare contro la violenza degli uomini ed usare la violenza del settarismo e dell’ideologia condita con spintoni contro altre donne? Così e successo sabato a Roma durante la manifestazione organizzata da gruppi di donne: schegge di femminismo di altri tempi non si sono limitate ad insultare le parlamentari Prestigiacomo e Carfagna che avevano il diritto di essere in quella piazza, ma si sono accanite anche contro le ministre del “governo amico” in carica. Anche in questo caso è emersa la “voglia di piazzale Loreto” che anima gran parte dei sedicenti movimenti della sinistra. Questo spirito profondo della sinistra militante tenta di appropriarsi dei valori basilari della nostra società e di escluderne quella metà del Paese che si riconosce nel centro destra. Lo hanno fatto con le celebrazioni della Resistenza e della Liberazione: ricordiamo tutti la vergognosa aggressione a Letizia Moratti e al padre invalido in carrozzina e oggi negano anche a questa a parte del paese di manifestare per motivi di migliore sicurezza e condizione civile.

E intanto mentre la delinquenza e la criminalità predatoria italiana aumenta la risposta del Governo è irresponsabilmente assente. La nostra resta una società caratterizzata da un forte senso di insicurezza che le deriva dalla difficoltà di comprendere e gestire un contesto sociale sempre più complesso e dalla crescita dell’isolamento individuale e delle situazioni di conflitto. Nelle nostre città, di fronte ad una domanda di sicurezza personale, cresce una consapevolezza dei cittadini di dover e poter integrare l’offerta pubblica, sia adottando comportamenti spontanei di autotutela, sia condividendo la necessità che il territorio, tra le sue priorità abbia l’investimento in risorse a tutela dei diritti di cittadinanza e sostenendo le istituzioni impegnate come le forze dell’ordine alle quali va tutta la nostra riconoscenza e solidarietà per il lavoro che svolgono in condizioni economiche ridotte all’osso.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario