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La scienza economica a prova di Nobel

I modelli ad Hoc

Una teoria vincente per valutare come raggiungere gli obiettivi in sistema economico

di Enrico Cisnetto - 16 ottobre 2007

Una ventata di concretezza in una disciplina, la scienza economica, che spesso si affida unicamente alla dottrina. Il premio Nobel conferito ieri a tre accademici americani – Leonid Hurwicz (con i suoi 90 anni compiuti il più anziano vincitore del massimo riconoscimento mondiale), Eric S.Maskin e Roger B.Myerson – per la “teoria del disegno delle regole di un gioco” potrebbe essere sintetizzato così. Troppe volte gli economisti hanno elaborato modelli “perfetti” che però, alla prova della realtà, si sono rivelati fallaci. Il contributo dei tre premiati, invece, ha il pregio di partire da un dato di fatto incontrovertibile: nella pratica le condizioni non sono mai ideali. La concorrenza non è mai completamente libera, i consumatori non sono perfettamente informati e la produzione privata – così come i consumi – possono generare, oltre ai benefici, anche costi sociali.

E Hurwicz, Maskin e Myerson hanno elaborato un approccio pragmatico che, all’interno della teoria dei giochi – quella che analizza situazioni di conflitto e ne ricerca soluzioni nell’interazione competitiva e cooperativa tra i diversi soggetti – e con l’ausilio dell’analisi probabilistica, permette di valutare ciò che succede tutti i giorni nei mercati, tenendo conto delle asimmetrie informative e dei contratti incompleti. La teoria esamina i possibili esiti finali del funzionamento del mercato, contribuendo a un’interpretazione più corretta dei meccanismi di allocazione delle risorse in funzione degli interessi di ciascuno dei partecipanti. Per questo, mai come oggi la scelta di Stoccolma poteva rivelarsi più azzeccata: nell’era della globalizzazione, dove Stato e Mercato sembrano due divinità alle quali bisogna per forza sacrificare la ragione, si premia invece una classe di modelli economici che non parte da posizioni precostituite, ideologiche. No, con questo Nobel si afferma l’idea che non ci sia una ricetta valida per tutte le stagioni.

La “mechanism design theory”, infatti, serve a valutare come raggiungere un certo obiettivo in un sistema economico, tenendo conto dei comportamenti degli attori. E affrontando la realtà in tutta la sua complessità, essa porta a suggerire soluzioni concrete ad autorità di regolamentazione e governi, costituendo allo stesso tempo un punto di riferimento anche per il consumatore. Insomma, quella baciata dal Nobel è una teoria che certifica i progressi della scienza economica, con un impatto potenziale di altissimo livello non solo sull’attualità del dibattito accademico, ma anche dei problemi ancora irrisolti del governo globale dell’economia. In più, visto che questa classe di modelli serve anche a disegnare leggi elettorali, chissà che non possa darci qualche buon suggerimento…

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario