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Da Berlusconi capo-popolo a Berlusconi statista

I miracoli del predellino

La sfida del nuovo corso : un altro incantesimo?

di Elio Di Caprio - 15 maggio 2008

Tutto è diventato all"improvviso sobrio, composto e armistiziale nell"Italia post uscita dalle elezioni: non è un"Italia post berlusconiana come molti si immaginavano, ma già è qualcosa che i riti di consultazione per il nuovo governo si siano visibilmente ridotti con pochi gruppi parlamentari costretti al “fair play” da un risultato che ha premiato nettamente una parte di fronte all"altra. Certo ancora una volta la costituzione “materiale” ha preso il sopravvento su quella formale e il Capo dello Stato ha dovuto prendere atto e registrare l"elezione plebiscitaria e diretta del Primo Ministro e democraticamente adeguarsi. Resta il vulnus di crirca 1000 parlamentari eletti a scatola chiusa su indicazione delle segreterie di partito e l"opinione pubblica si rende improvvisamente conto di aver eletto (involontariamente?) di tutto e di più pur di sconfiggere la coalizione avversaria. Ma cosa importa se questo è il prezzo dell"ennesima “rivoluzione” all"italiana che almeno ha prodotto semplificazione e forse stabilità per il futuro? Gli illustri sconosciuti avranno tempo di farsi conoscere nei cinque anni della legislatura corrente.

Un tempo ( nella “prima repubblica”) si eleggeva con voto di preferenza la pornostar Cicciolina per protestare contro un sistema immobile che si auto conservava con i soliti personaggi, ora non ce n"è più bisogno : il sistema è stato messo in moto dalla saggezza discrezionale dei capi che accanto alle vetuste candidature da prima e seconda repubblica ha fatto posto ( meglio dire imposto) finalmente a qualche ricambio femminile e giovanile. E" già qualcosa anche se non è tutto. Chi va poi a guardare le referenze del singolo eletto? L"importante è che le falangi seguano compatte e fedeli i capi nell"opera di semplificazione. Alle polemiche pre elettorali sulla casta la classe politica ha risposto con una sorta di dispotismo illuminato che ha irreggimentato il voto su filoni prestabiliti come unico rimedio all"incredibile proliferare di liste e listine che pur rappresentando interessi legittimi impediscono poi di governare.

Tutti insieme appassionatamente a destra e tutti insieme rispettosamente a sinistra ( o a quel che ne rimane) di fronte alla nuova immagine da statista dell"ex fenomeno Silvio Berlusconi, sempre sottovalutato e che ora, d"incanto, sembra l"unico personaggio politico di rilievo che abbia segnato quello che si avvia ad essere il ventennio berlusconiano. Bisogna rendere omaggio a lui e a Veltroni se siamo giunti a questo punto al di là dell"interrogativo se sia stato il Cavaliere a “veltronizzarsi” o viceversa. Governo vero e governo ombra sono i due nuovi soggetti destinati a fronteggiarsi al di là delle intemperanze di Di Pietro secondo un nuovo stile di confronto parlamentare alla Westminster. Quanto durerà con le inquietudini di una popolazione che vorrebbe risolvere d"incanto annosi problemi che si sono andati intollerabilmente accumulando senza che nessuno ne venisse a capo? C"è un che di surreale nel fatto che il nuovo corso sia stato innescato da un proclama via megafono lanciato dal predellino di un"automobile in una grande piazza di Milano del novembre scorso. Sorpresa, sconcerto, ammirazione estasiata per la mossa del Cavaliere da parte di Fausto Bertinotti che si accingeva a mandare allo sbaraglio la sua formazione politica, risentimenti e giochi delle parti, rincorsa a nuovi compattamenti a destra come a sinistra, elezioni vinte da B&B ( Berlusconi e Bossi) e infine l"inaspettata valanga pro Alemanno al Comune di Roma.

Il sociologo Ivo Diamanti avrà tempo per analizzare e ricomporre il puzzle del successo della Lega al Nord, superiore alle previsioni e di quello, inaspettato, della destra di AN a Roma perchè nel caso della Capitale di questo si è trattato, non si può parlare di successo del PDL e difatti nessuno l"ha detto. Tutto cominciò dal predellino, si potrebbe dire, è lì l"inizio della valanga. Per ribaltare la situazione ci voleva, come dice Giuliano Ferrara, il “genio” politico di Berlusconi che sembra sempre raccordarsi alle viscere del Paese, anzi il più delle volte le anticipa.

Si direbbe che Gramsci è stato infine sconfitto dal Berlusconi del predellino- i tempi cambiano- da colui che prestato alla politica ha fatto politica meglio degli altri riuscendo addirittura a dare forma e forza al vento di destra che solo 15 anni fa era un semplice venticello. Adesso tocca al governo ombra e a quello vero vincere una sfida culturale, dimostrare di aver cambiato pagina e sperare che l"opinione pubblica capisca che il confronto non vuol dire necessariamente scontro. Non ci si può meravigliare che gli osservatori stranieri si meraviglino di quanto succede in Italia. Tocca pur sempre a noi dimostrare che non si tratti dell"ennesimo incantesimo, dell"ennesimo bluff della politica italiana che dice di voler cambiare lasciando le cose come stanno. .

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario