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Dopo Bertinoro a sinistra che fare?

I dilemmi dell’Italia laica

Bisogna recuperare i valori della sinistra democratica, liberale e atlantista

di Luca Bagatin - 27 marzo 2007

Partito Socialista, Partito democratico o, ancora, Partito della Democrazia? Saranno queste le alternative sulle quali i laici, liberalsocialisti, repubblicani si troveranno presto di fronte all"indomani dell"Assemblea di Bertinoro lanciata dall"Associazione per la Rosa nel Pugno? Difficile rispondere e per diversi ordini di motivi.

Un Partito Socialista l"Italia lo ha già avuto ed è quello nato nel 1892 e che nel corso dei decenni ha subito decine di scissioni, ma ha anche ampiamente contribuito a rendere il nostro Paese una grande democrazia avanzata. Giova ricordare la fine storica di questo partito, ovvero cento anni dopo la sua fondazione: nel 1992. Le cause furono molteplici: certamente l"arroccamento su posizioni di mera gestione del Potere di questo partito (e di arricchimento personale di diversi suoi esponenti) contribuì assai al suo incancrenimento, ma anche l"azione feroce di una certa parte della Magistratura e dei Poteri Forti vicini o comunque legati al maggior partito della sinistra italiana allora all"opposizione (l"allora Pds oggi Ds) contribuì a fare il resto. Se il sistema dei partiti della Prima Repubblica avesse retto, certamente oggi ci troveremo in una situazione politica meno complessa e meno asservita all"economia ed all"alta finanza.

Quasi sicuramente avremo poi un grande Partito Socialista Democratico o comunque una sinistra laica e liberale nata dall"unione fra le forza laiche e liberalsocialiste del Psi, del Pri e del Psdi, con quelle miglioriste del vecchio Pci. Le cose, ahimè, sono andate diversamente. Al punto che abbiamo la peggiore sinistra d"Europa, alleata a clericali ed a comunisti non pentiti e che ora è al governo del Paese guidata da un economista d"area ex democristiana. E che cosa ti propongono questi poi ? La fondazione di un fantomatico ed antistorico Partito Democratico (al quale vorrebbe iscriversi per primo, guarda un po", l"industriale Carlo De Benedetti...) che dovrebbe nascere dalla fusione dei postcomunisti con i postdemocristiani più vari altri soggetti che decideranno di accodarsi. Non ci è ancora dato di sapere se tale progetto andrà in porto, ma francamente ci lascia più inorriditi che perplessi.

Che cosa significa innanzitutto "partito democratico"? E" un caso oppure no che tale "partito" abbia in qualche modo preso spunto dal "Democratic Party of America" che, tuttavia ricordiamo, ha una storia del tutto diversa da quella del postcomunismo italiano ? E poi, ancora: come mai il maggior partito della sinistra italiana, ovvero quello postcomunista, dal 1992 ad oggi ha da sempre rifiutato di assumere l"appellativo "Socialista" (richiamandosi solamente ad un generico "socialismo europeo"? Ed in tutto ciò, che cosa c"entrano i postdemocristiani "de sinistra"? I Margheritini insomma? Quelli che teneramente vengono chiamati "teodem" (e che noi preferiamo chiamare "cattocom")? L"assurdo si somma all"assurdo.

Ma, a nostro avviso, trattasi di un assurdo architettato ad arte. Ad arte per cancellare e negare la cultura Socialista Libertaria, Laico Repubblicana, Radical-Socialista, Liberalsocialista. Quella cultura da sempre contrastata dal marxismo e dal cristianesimo sociale in quanto l"unica portatrice d"emancipazione dal basso, senza il bisogno di indottrinare le "masse", bensì educando gli individui. Armando ed amando le coscienza (e non tanto armandole di ideologie e dogmi). Educandole ai Doveri prima ancora che ai diritti. Ai Doveri verso sé stessi e l"Umanità.

Aspetti non facili per l"elementare animo umano che preferisce facili risposte a complessi problemi ed ecco un altro motivo per il quale questa nostra cultura laica è sempre stata minoritaria nel nostro Paese. Perché non forniamo facili e messianiche risposte, bensì lacrime e sangue che non provocheranno rivoluzioni, ma evoluzioni. Poiché l"emancipazione non può scaturire da rivoluzioni violente e/o ideologiche, bensì da evoluzioni, dai piccoli passi. Ed allora ecco che forse un Partito della Democrazia potrebbe nascere (non già un partito democratico senza storia). L"antico sogno degli azionisti del Partito d"Azione, degli Amici del Mondo di Pannunzio, dei liberaldemocratici e dei liberalsocialisti. Con intransigenza e non già con cedimenti nei confronti dei Potentati siano essi il Vaticano o le Lobby economico finanziarie.

Ed allora, cari miei, dove sta la sinistra ? Dove stanno le forze di progresso ? Nel comunismo e negli eredi del marxismo o piuttosto nelle forze che fecero l"Italia Unita e che dal dopoguerra ad oggi, pur con piccoli passi, fecero dell"Italia un Paese più avanzato, atlantico, democratico ed europeista ?

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario