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La riconversione del prof. Salvati

I danni del bipolarismo all'italiana

Pensiamo ai veri problemi che attanagliano il nostro Paese

di Giacomo Properzj - 23 febbraio 2011

L"Italia, come si può facilmente constatare, è investita turbinosamente da un dibattito sul sesso, in particolare, come avviene nei paesi clerico repressi, sul sesso a pagamento. Per fortuna una minoranza di uomini che considerano se stessi molto intelligenti sfugge a questa tematica e ne affronta altre politicamente più presentabili. Per esempio il bipolarismo cosicché il professor Salvati si accorge, con qualche anno di ritardo, del male che ha provocato all"Italia il bipolarismo all"italiana, cioè la prevalenza delle estreme negli schieramenti: le estreme di sinistra ci hanno costretto per anni a fare un"opposizione folcloristica (registi, donne in viola, girotondi, fanciulli prodigio, ec. ec.) che ha solo rafforzato la posizione di Berlusconi, eletto personaggi disideologizzati che poi al momento buono hanno transitato verso di lui, ec. Dall"altra parte i leghisti hanno imposto il famoso “federalismo” che è diventato un mito anche se ancora non si è ben capito cos"è: si cita a sproposito Carlo Cattaneo, che vedeva nel federalismo lo strumento per arrivare all"unità del Paese e non si guarda all"esperienza passata.

Per esempio, non si guarda ai risultati “straordinari” dell"autonomismo Siciliano (datato 1946) o a quelli dell"Alto Adige dove l"amministrazione locale, in virtù dei fondi ottenuti a scapito delle altre Regioni, riesce ad amministrare meglio che altrove ma con criteri che diremo etnici (non diremo razzisti anche se assomigliano a quelli sudafricani di qualche anno fa), non ringraziano nessuno, non vogliono celebrare l"unità d"Italia e sono pronti come i fiamminghi a lasciar tutto tranne i soldi (recentemente alla radio la senatrice altoatesina si è rifiutata di cantare l"Inno di Mameli).

Del vero problema dell"Italia che tra non molto inciderà malamente sui nostri personali interessi, cioè quello del debito pubblico, se ne parla poco e lo si delega completamente al Ministro Tremonti il quale Ministro dopo aver nascosto per anni la polvere sotto il tappeto (il debito era colpa di Spadolini e Craxi, i vent"anni trascorsi solo un leggero soffio di vento nella storia) ora spiega una cosa molto preoccupante per tutti noi e cioè che il debito pubblico è riequilibrato dal credito privato, cioè che i miei risparmi bancari compensano il debito dello stato e dunque, quando l"Europa ce lo chiederà, pagheremo con questi.

Capito perché gli spalloni con la Svizzera hanno ricominciato a lavorare?

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario