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Dopo le disinformazioni arriverà il momento della verità

I bubboni d'Italia

Riforma della giustizia e federalismo fiscale insieme? E la riforma sanitaria?

di Elio Di Caprio - 18 luglio 2008

Scandali e sovraesposizione mediatica della magistratura. Ci risiamo e chi potrebbe contestare l"uso delle intercettazioni telefoniche che servono a scoprire le vere o presunte malefatte di nuovi e vecchi personaggi riciclati nella cosiddetta Seconda Repubblica, ora Ottaviano Del Turco, passato armi e bagagli al PD, e domani chissà quale altro personaggio? Veramente c"è il pericolo che limitando la discrezionalità dell"azione penale (presuntamente) obbligatoria si arrivi ad una sorta di indulto permanente per piccoli e grandi reati, come dicono concordemente la sinistra e Di Pietro?

La disinformazione è d"obbligo in questi casi e tutto viene strumentalizzato per dimostrare o che i giudici agiscono avventatamente incriminando senza prove pur di ottenere uno scopo politico oppure per confermarsi nel giudizio che la classe politica tutta intera, di sinistra o di destra che sia, tenderà sempre a procurarsi il salvacondotto dell"immunità pur di non sottoporsi al giudizio dei magistrati in agguato.

Siamo al punto che in relazione all"arresto dell"ex (?) socialista Ottaviano Del Turco per tangenti e mazzette il procuratore della Repubblica dell"Aquila va in televisione per giustificare il suo operato, ma non si limita a ciò. Spiega anche le trame che avrebbe scoperto, menziona apertamente il “commercio” sottostante che sarebbe avvenuto per consentire il passaggio di alcuni senatori da un partito all"altro. Nessuno gli ha chiesto di più, non basta al procuratore di turno gloriarsi di aver interrotto una pratica corruttiva. Egli va ben oltre indicando alla pubblica esecrazione i personaggi della “casta” disposti a cambiare casacca per qualche tangente in più.
Era già successo un anno fa con Clementina Forleo che non si era limitata a chiedere l"incriminazione di Massimo D"Alema per le vicende Unipol, ma aveva svolto il suo bravo teorema politico sul perchè si annidasse la corruzione nei DS di allora. Tutto questo prima che inizino i processi veri e propri. Tra qualche anno sapremo chi ha ragione e chi ha torto.

I bubboni sono tanti, non c"è solo quello della magistratura, ma ormai si intersecano e si intrecciano tra loro a tal punto da rendere sempre più difficile uscire dal groviglio.

Ma quale credibilità può avere presso l"opinione pubblica una maggioranza di governo costretta a marcare le sue inquietudini ed i problemi interni irrisolti, mettendo sullo stesso piano o mercanteggiando la riforma della giustizia e il federalismo fiscale, due riforme di contenuto completamente diverso, ritenute “decisive” per accontentare insieme la componente berlusconiana e quella della Lega? E allora perchè non porre mano alla riforma della sanità, altro bubbone ormai neppure tanto nascosto? Ormai gli scandali della sanità o di chi profitta della sanità sono all"ordine del giorno, al centro sud più che al nord, ed è una ben magra soddisfazione scoprire a posteriori le malefatte piuttosto che impedirle preventivamente. La vera domanda che va fatta è perchè finora non si è interrotto il circuito perverso che ha permesso alle inamovibili burocrazie di sottogoverno regionali di profittare dell"intoccabile autonomia degli enti locali, di pubblicizzare le perdite e di arricchire le proprie clientele, senza tante distinzioni tra destra e sinistra. Così fan tutti e continuano a fare in attesa che venga scoperchiato il prossimo scandalo.

Se le tangenti vere o presunte vengono calcolate in milioni di euro è logico pensare che gli interessi coinvolti ammontino a miliardi di euro. Sono i miliardi di euro che sconquassano i conti pubblici a causa di una spesa sanitaria fuori controllo gestita direttamente dalle Regioni. Ma con la Lega forza di governo chi avrebbe mai il coraggio di modificare lo stato delle cose, riducendo ad esempio le autonomie regionali nel settore sanitario? Neppure le regioni “rosse” del centro Italia sarebbero d"accordo a modificare la situazione e farebbero di tutto pur di non perdere il controllo sui feudi locali.

Milioni di euro per le tangenti, miliardi di euro che mancano alle casse dello Stato per evasione o elusione fiscale. E" questa la tenaglia a cui i cittadini non sanno e non possono sottrarsi nonostante l"alternarsi di diverse maggioranze al governo del Paese. La crisi sociale che già c"è è ulteriormente destinata ad approfondirsi per il calo generalizzato dei consumi e prima o poi morderà l"economia reale, riducendo sia gli investimenti che la forza-lavoro. Eppure si continua a far credere che il federalismo fiscale sia la panacea per tutti i mali italiani. Lo dice il Ministro Tremonti e tutti si accodano nel benvenuto di rito ad una riforma che non si sa da dove comincerà e dove andrà a finire.

Forse sarebbe l"ora per Tremonti di pensare a come ridurre truffe e speculazioni interne a cominciare da quelle che affliggono il sistema sanitario italiano piuttosto che apparire come l"improbabile angelo vendicatore contro le speculazioni internazionali.

Certo tutto è importante quando i bubboni sono tanti e si tenta invano di venirne a capo contemporaneamente. Ma non è un buon segnale mischiare tutto, dalla giustizia al federalismo fiscale, pretendendo di interpretare così le inquietudini generali. Sono proprio queste ultime destinate ad aumentare quando si passerà dagli illusionismi e dagli annunci generici alla prova dei fatti.

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