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Lega Nord: un partito dannoso per il Paese

Guardiamo oltre il bipolarismo

Ci vuole un'operazione “terzaforzista” per arginare le forze politiche più irresponsabili e stataliste

di Luca Bagatin - 21 aprile 2009

Penso che la Lega Nord sia da sempre un partito dannoso per il Paese. Lo penso non da oggi e penso di avere fondati motivi per ritenerlo. Dannoso in quanto sorto attorno ad un leader estremista, già comunista iscritto al Pci negli anni "70, che ha cavalcato una protesta giusta, ma in modo sloganistico e del tutto destabilizzante per un Paese che negli anni "90 avrebbe meritato un serio rilancio: a partire da un rinnovamento delle Istituzioni che solo un rinnovato Pentapartito Dc-Psi-Pri-Psdi-Pli avrebbe potuto garantire (partiti invece spazzati via – solo loro guarda caso – dalla falsa rivoluzione manettara a senso unico di Tangentopoli).

La Lega Nord ha cavalcato una protesta giusta – quella delle tartassate partite Iva del nord produttivo e contro un"immigrazione irregolare senza controllo – in modo però distruttivo e parolaio: proponendo prima un"astrusa (e strumentale) secessione del Nord dal Sud (proposta peraltro economicamente folle e controproducente), poi uno pseudo-federalismo che finirebbe per aumentare le tasse, gli sprechi e la burocrazia (in assenza dell"abolzione degli enti inutili come Province e comunità montane – che la Lega difende a spada tratta – e in assenza dell"accorpamento dei piccoli Comuni, oltre che un rigoroso contenimento della spesa pubblica che sino ad ora nessun governo ha fatto).

Da segnalare, poi, come la legge sull"immigrazione voluta anche dalla Lega non abbia affatto arginato la questione dell"immigrazione irregolare e così anche tutte le normative sulla sicurezza si sono rivelate vane.

Penso poi alle imminenti elezioni amministrative e a come i leghisti - qui al nord - stiano facendo di tutti per garantirsi un po" di posti e poltrone sicure, arrivando anche a rompere con il PdL laddove queste non siano garantite.
Non ultima la questione del referendum sulla legge elettorale che il partito di Bossi e Calderoli vorrebbe si tenesse in una data diversa da quella delle elezioni europee ed amministrative.....buttando così dalla finestra fior fior di quattrini (come segnalato da tutti gli esponenti politici....nevvero Daniele Capezzone ?). Con buona pace dei contribuenti.
Ecco come la Lega Nord sia dunque un partito gravemente irresponsabile, sprecone e statalista, dal quale il PdL dovrebbe guardarsi bene, anziché assecondare.

Non vedo dunque negativo il fatto che il PdL possa correre senza la Lega in molte realtà locali, anzi, la vedo una vera e propria occasione per emanciparsi dai suoi ricatti. Da Repubblicano, poi, debbo anche dire che sono lieto che in molti Comuni ci siano candidati sindaci del PRI, in alleanza con il PdL e l"Udc. Senza le “orde padane”.

In proposito ho avuto occasione in questi giorni di leggere la lettera aperta di Enrico Cisnetto, presidente di Società Aperta e direttore di Terzarepubblica.it (giornale on-line con il quale collaboro anch"io), a Pierferdinando Casini, nella quale plaude alla recente convention del suo partito. Cisnetto, da anni, cerca di proporre una soluzione che vada oltre il bipolarismo e guardi al bene del Paese puntando ad una serio contenimento della spesa pubblica e degli sprechi che ne derivano.

Ora, io non so se sia possibile e credibile oggi una soluzione “terza”, che veda – come scrive Cisnetto – protagoniste le forze laiche e cattoliche del nostro Paese, che si uniscano in un unico programma di governo lasciando fuori le questioni etiche che dovrebbero essere discusse unicamente in Parlamento.

Chi scrive ha per diversi anni sostenuto un"operazione “terzaforzista” che vedesse unite le forze laiche, liberali, liberalsocialiste e repubblicane del Paese, con un coerente programma di governo liberale in economia e libertario nei diritti civili. Inutile dire che ci crederei ancora, ma debbo pensare anche a calarmi nella realtà dell"oggi.

Una realtà che prevede una becera legge elettorale (nella sua ultima e peggiorativa versione voluta da Calderoli.....guarda un po" !!!) che oltre a prevedere antidemocratici sbarramenti, non prevede le preferenze. Esautorando così dal libero voto milioni di elettori (fra cui il sottoscritto il cui voto risultò ininfluente in TUTTE le elezioni politiche, in quanto votò per partiti che non raggiunsero il “quorum” del 4%).

Inutile dire che personalmente riterrei credibili e democratiche solo soluzioni elettorali capaci di prevedere la massima rappresentatività degli elettori per mezzo di un ritorno al sistema proporzionale puro o, alla peggio, un sistema maggiritario secco uninominale all"inglese (che è comunque il sistema più proporzionale fra quelli maggioritari). Le cose, purtuttavia, stanno diversamente ed allora....teniamoci i due calderoni di plastica. Alle “macerie del Pd” (per citare una frase dello stesso Cisnetto), personalmente preferisco il “monarchico-anarchico” PdL. Puntando, nel breve periodo, rendere il PdL quanto più possibilmente liberale, libertario e liberista.

Un PdL che ad ogni modo possa sostituire l"alleanza della Lega a quella dell"Udc e magari attirando anche i laici sparsi ancora nel Pd e dintorni (ma che ci fanno i socialisti di Nencini e Craxi con i verdi e i rifondaroli ?)

E" un discorso assai poco entusiasmante, me ne rendo conto ma....è il bipolarismo all"italiana, bellezza! Sarebbe ad ogni modo una soluzione “mediana” per molti versi vicina a quella che lo stesso Enrico Cisnetto propone, capace di arginare nel medio periodo le forze politiche più irresponsabili e stataliste del nostro Paese.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario