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L’interminabile capitolo delle intercettazioni

Giustizia? Solo una grottesca parodia

Italia, una Repubblica fondata sul ricatto

di Davide Giacalone - 25 settembre 2008

Le procure di Bolzano e Roma reciprocamente s’accusano d’avere passato, ai giornalisti, le intercettazioni telefoniche di Prodi (relative alla vendita di Italtel, ma che riguardano tutt’altro). Chi abbia ragione non lo so, ma è irrilevante, perché una cosa la sappiamo con assoluta certezza: tutti i segreti istruttori pubblicati dai giornali vi arrivano per mano dei magistrati. Nel frattempo il Parlamento prova a regolare diversamente l’intero capitolo intercettazioni, ma anziché guardare al futuro lo sguardo dei politici è rivolto al recente passato, ovvero alle intercettazioni già raccolte e non ancora pubblicate.

La giustizia, in Italia, non esiste più da tempo. Al suo posto si trova una grottesca, e costosa, parodia. Quel che conta, nei fatti giudiziari, è la tempistica con cui vengono aperti, allargati, passati ai giornali, quindi fatti sparire. L’esito processuale è l’ultima cosa, arriva dopo anni, quando nessuno se ne interessa. Non grazie ai processi ed alle sentenze, ma grazie alle intercettazioni fatte avere ai giornali abbiamo cambiato equilibri politici, vertici della Rai e destini aziendali. Della ragione e del torto s’occupano i fessi, agli altri interessa la sostanza.

Nessuno vuole parlarne, ma ci sono, oggi, due fronti che friggono nell’olio delle intercettazioni. Nella sinistra è in atto uno scontro che riguarda il futuro, ed a muoversi con maggiore decisione e precisione è il gruppo che fa capo a D’Alema. Ma l’affondo ritarda, anche perché sono in agguato le intercettazioni fatte all’epoca delle scalate bancarie.

I tribunali non se ne occuperanno, ma i giornali pubblicherebbero. Il governo, dall’altra parte, è molto forte, anche a causa dell’opposizione sempre più in crisi, ma anche qui si dice vi siano intercettazioni pronte sulla rampa di lancio, aventi sullo sfondo roba senza rilievo penale, ma di sicuro effetto mediatico. Prodi detesta sia il governo che l’opposizione, e siccome conosce bene il gioco del potere, fa il sadico e dice: pubblicate tutte le intercettazioni che mi riguardano. Berlusconi si tenga la solidarietà, la sinistra applauda e si suicidi.

Detto in altre parole: senza tribunali, con magistrati interessati solo alla carriera, con le leggi ridotte a grida o pezze colorite, s’avanza trionfante la Repubblica fondata sul ricatto.

Pubblicato su Libero di giovedì 25 settembre

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