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L’indulto? Inutile e dannoso

Giustizia inClemente e guercia

Gli inutili passi avanti di un sistema giudiziario lento, farraginoso e congestionato

di Davide Giacalone - 24 settembre 2007

L’indulto era inutile e dannoso, e i dati confermano oggi il nostro giudizio di allora. Inutile, perché non avrebbe risolto l’affollamento. Dannoso, perché mentre più della metà dei detenuti è in attesa di giudizio con quello si liberavano solo i condannati. Le cose sono andate esattamente come previsto: le carceri sono sovraffollate come se niente fosse stato, la giustizia è ferma come allora. Il ministro Mastella non perde occasione per ricordare che quel provvedimento fu un’iniziativa parlamentare, votata anche da gran parte dell’opposizione. Ha ragione. Ora dice anche che ha funzionato, dato che la recidiva è scesa dal 48 al 42 per cento. Più che avere torto straparla. Intanto quella percentuale si riferisce al totale dei recidivi, mentre le cifre assolute rendono meglio l’idea: di 26.572 condannati rimessi in libertà, 6.194 sono stati trovati a delinquere, e siccome stiamo parlando di gente che scontava la pena, è evidente che non si tratta di reati minori. Questo sarebbe un successo? Se gli va di festeggiare non dimentichi che siccome il 92 per cento dei processi che si concludono con una condanna prevedono una pena inferiore a quella che l’indulto cancella, ne deriva che i tribunali italiani, che già funzionano in modo incivile, stanno svolgendo inutilmente la quasi totalità del loro lavoro. Propongo un brindisi.

Quando la politica si occupa di giustizia predilige concentrarsi sulla carriera dei magistrati. Giammai separate, com’è in tutto il mondo civile, riguardano più magistrati che in ogni altra parte d’Europa, che, naturalmente, ci costano più che altrove. In cambio ci procurano il più alto numero di condanne per violazione dei diritti umani. Ma per Mastella, si sa, l’importante era avere l’applauso della magistratura politicizzata, che ha meritatamente ottenuto smontando quel poco che il suo predecessore aveva fatto. Ora chiede che il Csm tolga dalla procura di Catanzaro chi indaga su lui stesso e su Prodi. La severità di quell’organo d’autogoverno è una barzelletta, la sua inutilità disciplinare dimostrata. Se agirà in fretta e con fermezza farà il paio con il tribunale che ha condannato in pochi giorni chi tagliò le cime allo yacht dove si trovava Mastella: la giustizia è inClemente e celere solo in certi casi. Guercia, più che cieca.

Pubblicato su Libero di domenicca 23 settembre

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