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Le grosse coalizioni e la loro funzione

Germania-Italia, sistemi a confronto

Diventare un Paese normale dovrebbe significare ridisegnare un assetto istituzionale

di Antonio Gesualdi - 12 ottobre 2006

Perché i tedeschi fanno le grosse coalizioni e noi dobbiamo fare l"Assemblea Costituente? Perché noi siamo politicamente più avanzati. Lo so, è scioccante sostenere che noi italiani sono piazzati meglio di altri, ma è così. Le grosse coalizioni, in Germania, si sono fatte sempre per doganare o sdonagare grandi partiti politici. Negli anni sessanta montavano, contemporaneamente, il partito Socialdemocratico di Willy Brandt e il partito neonazista. La grande CDU-CSU di Adenauer, che aveva cercato di impedire che Erhard diventasse suo successore, è in crisi di consensi. Sceglierà Kurt Georg Kiesinger, che era stato membro del partito nazista, come cancelliere della Grosse Koalition. Il partito terzo (sempre necessario in un sistema a prevalenti due blocchi politici!), i liberali, avevano già votato assieme alla SPD il Presidente della Repubblica e prima ancora avevano posto il veto sul bavarese Strauss al governo. Nel clima della guerra fredda la soluzione diventa quella di s-doganare la SPD. Il vero nemico sono i comunisti e i neonazisti. Lo sdoganamento avviene con l"inserzione al ministero degli esteri di Willy Brandt. Il vero s-doganamento, infatti, non si fa all"interno di un paese, ma piuttosto nel contesto internazionale. Ed ecco che la SPD viene "accompagnata" nella vera stanza dei bottoni da un governo democristiano. Fuori dal sistema politico viene attenuata e spinta qualsiasi velleità neonazista. Risolto questo i due partiti coalizzati possono tornare sui fronti opposti senza scorno perché l"obiettivo, politico, è il doganamento del comunismo e del nazismo.

Oggi i tedeschi hanno nuovamente il problema dei comunisti (ma attenzione, nel Meclemburgo, alle regionali di settembre, il partito Npd di Udo Voigt ha preso punte di consenso del 7% superando lo sbarramento). I comunisti del Linke hanno raggiunto percentuali altissime a Berlino Est e nell"area della ex DDR. Il comunismo, però, è storicamente battuto e dunque una Grosse Koalition tra SPD e CDU-CSU serve a doganare una scelta politica impraticabile. Quando CDU-CSU e la SPD dovranno tornare in campagna elettorale spiegheranno ai cittadini che il loro obiettivo era il risanamento del paese e la tenuta della democrazia tedesca. Tenuta che si ottiene arginando le spinte naziste e comuniste. Come farebbero, altrimenti, due partiti che hanno governato insieme a lottare nuovamente per il consenso? La vera opposizione è al Linke, e in parte il Npd.

Dunque la grossa coalizione è un espediente per modulare ciò che è politicamente praticabile e ciò che non lo è. E i tedeschi, dopo l"unificazione, sono ripiombati, politicamente, indietro di 40 anni! In Italia i compromessi storici o i governi di unità nazionali li abbiamo avuti soltanto nell"immediato dopoguerra quando era necessario sottolineare l"impraticabilità politica del fascismo e dei suoi eredi. Negli anni settanta, in realtà, il vero scontro politico era con il terrorismo e l"extraparlamentarismo. Il compromesso storico, infatti, non ha portato al governo il Partito comunista, ma è servito a distruggere il terrorismo e l"ipotesi di uno Stato "altro". Oggi gli italiani, su questo, sono molto più avanti dei tedeschi. Non abbiamo più partiti o identità da s-doganare. Il vecchio MSI, diventato Alleanza nazionale, punta a confluire nel PPE. A sinistra c"è il solito bailamme, ma non dimentichiamo che il leader di Rifondazione comunista è Presidente della Camera. Gianfranco Fini è stato ministro degli esteri ed è anche andato in Israele. Massimo D"Alema è ministro degli esteri e siede ai tavoli con la signora Condoleeza Rice. La Lega Nord - che si era spinta perfino sul secessionismo - è stata al governo per cinque anni.

Nel nostro Paese non c"è più cultura politica che possa chiamarsi fuori dal sistema. Forse se c"è qualcosa di buono nella Seconda Repubblica è questo: uno s-doganamento generale - parte integrante del berlusconismo - che ha creato qualche confusione, ma ha sicuramente reso il tutto meno drammatico. Ora siamo di fronte ad un passaggio epocale: o diventiamo un Paese normale oppure persisteremo nel caos della governabilità. Diventare un Paese normale, per noi, dovrebbe significare ridisegnare un assetto istituzionale e politico tale da permettere una efficacia di governo, a tutti i livelli, e una ascensione verso posizioni più pragmatiche per ciò che riguarda le scelte economiche, di politica industriale e della produttività generale. In queste condizioni il Paese non può restare perché altrimenti, come insegna anche questa Finanziaria, si finisce per drenare troppe risorse per il sistema non-produttivistico a scapito di quello produttivo. Se tutti sono, politicamente, legittimati a governare allora significa che tutti dovrebbero essere pronti per partecipare ad un"Assemblea Costituente in grado di ridisegnare, nel compromesso più alto (e ricordiamo che il compromesso è l"accezione più forte del pensiero liberale!), un assetto di principi, istituzionale e politico più adeguato ai tempi che dobbiamo vivere e che garantisca insieme l"efficacia e l"alternanza di governo. Insomma questo Paese dovrebbe essere pronto per cominciare a disegnare la Terza Repubblica!

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