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Acquisto in vista per l’ex azienda di Stato

Finmeccanica interessata a Thales

L’azienda italiana vorrebbe il 5,7%. La sfida per le nostre imprese è guardare all’estero

di Patrizia Licata - 15 giugno 2005

Le aziende italiane che vogliono vincere la scommessa del futuro devono uscire da un’ottica provinciale e allargare gli orizzonti. Parola d’ordine: internazionalizzarsi. Per accrescere la competitività e produrre su un mercato a più vasta scala.
In questi giorni, l’esempio lampante di questa filosofia è rappresentato da Unicredit e dalla sua fusione con la tedesca Hvb, una mossa che guarda oltre l’Italia verso l’Europa. Ma non è l’unico. Finmeccanica è interessata – lo ha confermato il ministro Claudio Scajola – ad acquistare il 5,7% della francese Thales posseduto da Dessault. Nelle intenzioni delle due parti ci sarebbe la costituzione di una nuova società sotto il controllo paritetico italo-francese attiva nell’elettronica e probabilmente da quotare in Borsa. Nascerebbe così il numero uno del settore.
La trattativa è complessa sia dal punto di vista tecnico che finanziario, ma il progetto va nella giusta direzione. Finmeccanica ha già dimostrato di saper guardare lontano entrando, con la Alenia Aeronautica, nel programma europeo Neuron per la realizzazione del primo velivolo senza pilota “made in Europe”, a fianco di Francia, Spagna, Svezia e Svizzera. Una piccola consolazione dopo che l’Italia è rimasta tagliata fuori dall’importante consorzio Airbus. Solo guardando oltre la nostra ristretta realtà locale, l’industria italiana potrà rivitalizzarsi. Il primo mercato a cui rivolgerci è, naturalmente, l’Europa: partecipazioni e progetti europei possono essere per la nostra impresa delle occasioni vantaggiose.

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