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Una lite che non interessa a nessuno

Fabiani e la Rai che non cambia

Il centrodestra sbaglia a protestare. Le nomine non potranno che essere lottizzate

di Davide Giacalone - 12 settembre 2007

Fabiano Fabiani è un uomo intelligente, abbia dunque il buon cuore di non abbandonarsi a sciocchezze del tipo: sarò indipendente. Sa bene che non è possibile, perché la sua è una nomina politica che, del resto, è in perfetta coerenza, di lottizzazione e schieramento, con l’incarico fin qui ricoperto all’Acea. Secondo taluni i lottizzati sono sempre gli altri, mentre i propri, o sé medesimi, rientrano nella categoria dei competenti e dei liberi. Bubbole. Dice, Fabiani, che non si farà pagare. Si vede che non ne ha bisogno, e si vede anche che è in difficoltà, se gli tocca affidarsi ad un gesto di tanta inelegante demagogia.

Il centro destra protesta e si ribella, ma sbaglia. Finché la Rai sarà un’azienda di Stato le nomine non potranno che essere politiche e lottizzate. Se si pensa di ribaltare questa situazione mettendoci gli amici propri, capita poi che anche gli altri facciano lo stesso. Una soluzione c’è, ed è la più seria: la Rai deve essere venduta. Il baraccone deve essere smontato. C’è un problema di contenuti, è evidente, e quei canali (televisivi e radiofonici) sono certamente commerciali. C’è pure un problema più generale: cosa sia il servizio pubblico non lo sa nessuno, qui si sa solo che quella è l’azienda più costosa, pagata con i soldi degli italiani. Basta. Il centro destra ha avuto la possibilità di avviare la privatizzazione, invece ha preferito attestarsi sul fronte vecchio e marcio dell’eterno partito Rai. Ora ne goda i risultati.

Sono anni che si discute di riforme, ma questo sembra essere il Paese delle controriforme. Le discussioni parlamentari sono esasperatamente lunghe, per poi divenire inesorabilmente inutili, dato che le leggi contengono strafalcioni e fantasiosità clamorose e, comunque, non vengono poi applicate. La Rai rimane lì, incartapecorita ma potente nel tessere la rete delle complicità e delle vicinanze, ricca nello spendere per sopire le opinioni, tendenziosa nel trasmettere solo quelle di comodo. Fabiani non peggiorerà né migliorerà questa situazione, così come cambiamenti non si erano visti sol perché qualcun altro sedeva al suo posto. La lite interessa gli addetti alla lottizzazione, poi disposti a cooperare fra loro quando si tratta di garantire la conservazione. E’ il cuore del dramma italiano, e va in onda ogni giorno.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato da Libero di mercoledì 12 settembre

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