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La legge finanziaria? Una palude infetta

Esenzioni e guerra fra poveri

E adesso spunta anche l’esenzione sul canone Rai per il miglior abbonato

di Davide Giacalone - 16 gennaio 2008

La legge finanziaria è una palude infetta, organizzata in tre articoli che contengono 1.193 commi. Immergersi nella lettura è come sciare dentro una valanga: non si distingue il sopra dal sotto, tutto è opaco e manca l’aria. Comma dopo comma si calpesta una superficie appiccicosa e sdrucciolevole al tempo stesso, talché sai con certezza che i titoli letti sui giornali sono stati dettati da altri, non certo il frutto di un’autonoma compitazione. Ma, mentre le zanzare ti torturano il collo e le sanguisughe le gambe, c’è anche il tempo per sbalordirsi. Come quando arrivi al comma 132 del primo articolo. Lo sapevate che si può essere esonerati dal pagare il “canone Rai”?

“Nel limite massimo di 500.000 euro annui (…), per i soggetti di età pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone RAI esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza (. …). Le esenzioni saranno però concesse solo fino al limite massimo di 500.000 euro annui, per cui non è detto che tutti coloro i quali siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge potranno poi effettivamente beneficiare dell’esenzione. (…) I criteri per la scelta delle domande da accogliere saranno fissati dal decreto ministeriale di attuazione”. Fermi, non è uno scherzo. Se avete più di 75 anni e vivete in due con meno di 6.713,98 euro all’anno, non scialacquate in conviventi da mantenere, e sempre che non dilapidiate il tesoro nella case di mare e montagna, per il vostro tinello cittadino potreste anche sapere qual è il pacco vincente senza pagare il “canone Rai”. Ma mica tutti. Ah, sarebbe comodo! Solo quelli che presentano la domanda fino all’esaurimento dei soldi.

E dato che bande di vecchietti affamati e solitari già s’apprestava alla sfida gladiatoria, li si ammonisce: il come ve lo faremo sapere con il regolamento (ma non subito, dopo che avrete già pagato), sulla Gazzetta Ufficiale che siete tenuti a leggere ogni mattina. La mano governativa che ha scritto quelle righe è sfottente, anche perché chiama “canone Rai” una tassa sul possesso dei televisori. Come dire: non solo è illegittima, ma vi piglio anche per le chiappe e scateno la guerra fra poveri.

Pubblicato su Libero di mercoledì 15 gennaio

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