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Opinioni a confronto

Energie rinnovabili: quali strade percorrere?

Rispondono: Corrado Clini, Stefano Saglia, Chicco Testa

di La redazione - 18 giugno 2010

Il disastro causato da British Petroleum nel Golfo del Messico ha acceso i riflettori sulla necessità di aumentare in modo massiccio l’impiego di energie rinnovabili. Il petrolio, infatti, richiede sistemi estrattivi sempre più “estremi”, dal momento che la sua disponibilità inizia a scarseggiare, costringendo le compagnie petrolifere ad assumersi rischi sempre maggiori. Terza Repubblica ha realizzato, in esclusiva, una serie di interviste a personalità di spicco del mondo politico nostrano, per cercare di capire quali possano essere le soluzioni più appropriate.

Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell"Ambiente e della Tutela del Territorio

- Che idea si è fatto del disastro verificatosi nel Golfo del Messico?

Direi che vengono fuori due osservazioni. La prima riguarda il rischio connesso alle nuove esplorazioni di petrolio in profondità, quello che si è sviluppato negli ultimi anni nel settore in termini di tecnologie di estrazioni di petrolio è generalmente caratterizzato dalla ricerca di petrolio in condizioni estreme, a rilevanti profondità, oppure con le tecnologie di estrazione del petrolio dalle sabbie (stato di Alberta in Canada). Tecnologie molto più rischiose di quelle ordinarie nelle quali il rischio di incidente è molto elevato. Lo sviluppo di ulteriori perforazioni – dall’artico o dall’atlantico meridionale di fronte alla costa del Brasile – devono essere necessariamente riconsiderato. Non per niente Obama ha sospeso le perforazioni nell’Artico. Le estrazioni di petrolio in condizioni estreme richiedono tecnologie non ancora disponibili.

La seconda considerazione riguarda il parallelo con Chernobyl, e l’allarme che si creò. Si sta verificando anche con il Golfo del Messico, che forse ha un effetto nel breve e lungo periodo ben peggiore di Chernobyl. È un po’ sorprendente che non ci sia nessuno abbia sollevato il tema: il petrolio è davvero così sicuro rispetto al nucleare?

- A questo proposito Obama ha dichiarato che siamo ancora troppo dipendenti dagli idrocarburi. È d’accordo? Quali le strategie per ovviare?


- La Cina sta diventando il più grande consumatore di energia del pianeta. Come sarete presenti all’expo di Shanghai?

Noi abbiamo realizzato un padiglione eco-efficiente dentro Shanghai, come Ministero dell’Ambiente. Ne abbiamo riqualificati altri due nell’area che l’expo ha dedicato alle Urban Best Practices, l’area in cui si fanno vedere le cose migliori prodotte dalle città del mondo dal punto di vista di salvaguardia ambientale. Siamo il principale sponsor da questo punto di vista, collaboriamo da anni con il governo cinese e abbiamo realizzato oltre 200 progetti. Gli accordi prevedono che a un nostro finanziamento ne corrisponda uno analogo cinese. Il nostro impegno è in favore quasi interamente di aziende italiane. A fronte di un nostro investimento di circa 180 milioni di euro in Cina, il ritorno per le aziende coinvolto è stimato nell’ordine di 1,2 mld. C’è quindi una prospettiva solida. La Cina, d’altronde, è il paese al mondo che investe di più nelle energie rinnovabili, ed è quindi importante per il nostro Ministero direzionare i nostri investimenti in quella direzione.

- Secondo la commissione UE i traguardi per il 2020 in termini di produzione di energia, efficienza energetica e consumo di energia ridurrebbero di 60 miliardi di euro le importazioni di petrolio e di gas entro il 2020. E" una previsione attendibile?

Da un lato è ovvio, semplicemente perché la riduzione della domanda dell’energia primaria, a causa della crisi, ha ridotto le importazioni. Si tratta di capire, però, qual è la prospettiva. Da un lato si punta a una riduzione delle fonti tradizionali, in favore delle rinnovabili e del nucleare; dall’altro sono incentivate le infrastrutture, ad esempio, per il gas. Se andiamo verso un obiettivo di riduzione e diversificazione delle fonti, queste infrastrutture sono in eccesso. Questo è un nodo che andrà sciolto in Italia come in Europa. Bisogna oltretutto tenere in considerazione che queste infrastrutture sono importanti e non possono essere pipe-line (la loro durata può essere di 20,30 o 40 anni), le decisioni che si prendono non possono essere legate ad una tendenza ma devono tenere in considerazione gli importanti investimenti, che vincolano il sistema energetico per un lungo periodo. Bisogna trovare un accordo, in sostanza, per capire quale debba essere la via che si decide di percorrere. O si punta sulle rinnovabili, o si potenziano le infrastrutture per le energie attualmente impiegate.



- Un commento su un’esperienza tutta italiana come quella di Helios Technology

Molto positivo il fatto che si crei una capacità produttiva in Italia perché il sistema degli incentivi applicato nel 2007 (a mio parere non particolarmente efficace perché non credo sia sano per l’economia), ha premiato soprattutto gli importatori e i montatori di pannelli fotovoltaici, mentre avrebbe dovuto incentivare i produttori. Helios si muove in una direzione giusta, e mi auguro che possa associare iniziative di ricerca e di sviluppo all’eccellenza che già offre.

Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico

-A che punto è l’informatizzazione del Paese?


La legge Sviluppo (99/09), che prevede la delega al Governo in materia di nucleare, prevede un’opportuna campagna di informazione rivolta alla popolazione italiana sull’energia nucleare con particolare riferimento sia alla sua sicurezza che alla sua economicità. Inoltre entro tre mesi dalla definitiva approvazione del decreto legislativo è previsto che il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture, con la partecipazione di altri soggetti (tra cui l’Agenzia per la sicurezza nucleare, l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas, l’ISPRA, l’Enea ed anche l’Anci) concordino un programma per la definizione e la realizzazione di una campagna di informazione nazionale. Tale campagna deve essere avviata entro i sei mesi successivi.

- Gli incentivi futuri saranno sempre più centrati in modo da privilegiare l’utilizzo di energie alternative e/o rinnovabili?

L’Italia possiede uno dei sistemi incentivanti più generosi al mondo. Il Governo sta operando in modo da ridurre gli incentivi, in proporzione della riduzione dei costi degli impianti, in modo da far si che non gravino eccessivamente sul costo finale della bolletta dei consumatori. Al tempo stesso la nostra strategia energetica prevede lo sviluppo delle energie rinnovabili: per l’OCSE bisogna rimuovere le barriere di tipo non economico (ostacoli amministrativi, la mancanza di informazione e di formazione, gli ostacoli di accesso alla rete, ecc.).

- Le eccellenze italiane al servizio dell’ambiente: esiste un Made in Italy delle nuove tecnologie per la green economy?

Ho più volte auspicato che in Italia nascano Fabbriche delle rinnovabili, un’industria che produca tecnologie rinnovabili Made in Italy. Si tratta di una grossa opportunità industriale da cogliere in particolar modo in questo periodo di crisi: investire nelle rinnovabili potrebbe essere uno dei driver per uscire dalla crisi economica.

- Enel e i francesi di EDF da una parte e Ansaldo Energia (gruppo Finmeccanica) e gli americani di Westinghouse dall’altra, due società controllate dallo Stato si fanno concorrenza sul nucleare. Ci potranno essere dei problemi?

Se nel nucleare ci sono più offerte è un fatto positivo. Comunque la concorrenza non è tra fonti energetiche ma su altri segmenti quindi il mercato sarà sempre più liquido.

- Pensa che un’esperienza come quella di Helios Technology possa essere il sentiero da seguire per le energie rinnovabili?

Helios Technology è una delle eccellenze italiane nell’ambito della produzione di tecnologie per le fonti rinnovabili. Auspico che anche altre aziende continuino in questo senso.

Chicco Testa, autore del libro Tornare al nucleare? L"italia, l"energia, l"ambiante

- Il nucleare è di sinistra?

Il nucleare non è né di destra né di sinistra. Nel mondo ci sono governi di destra e di sinistra che usano l"energia nucleare. Classificare le tecnologie dal punto di vista politico o ideologico è una delle sciocchezze di questo paese.

- Le rinnovabili hanno dei rischi o sono la panacea di tutti i mali?

Le rinnovabili non sono la panacea di tutti i mali come non lo è nessuna tecnologia, compreso il nucleare. Ed anche esse, si pensi ai grandi incidenti idroelettrici, comportano rischi e problemi. Abbiamo bisogno di tutte le tecnologie per fronteggiare i problemi di rifornimento energetico e quelli ambientali.

- I mezzi di locomozione: il futuro è ora (metano, elettricità ecc) o bisogna ancora aspettare?

Il futuro non si sa mai bene quando comincia. Faccio notare che una buona parte del trasporto utilizza già l"elettricità ( treni, metro, tram, filobus, funicolari, ecc). Oggi ci sono prospettive più concrete per quanto riguarda l"auto elettrica. I modelli ibridi ( elettricità più benzina) sono già in commercio con ottime prestazioni.

- Paolo Scaroni ha da poco sostenuto che il petrolio è destinato a essere messo da parte. A quando l"addio agli idrocarburi?

Temo fra molti decenni... Forse...

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario