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Il tallone di Achille del governo Prodi

Emma Bonino e i conservatori

Ha fatto bene il Ministro "radicale" a rimettere il suo mandato nelle mani del Professore

di Luca Bagatin - 20 luglio 2007

Era ora che qualcuno, oltre a Daniele Capezzone, mettesse in discussione la linea conservatrice di questo Governo che preferisce tutelare coloro i quali sono già tutelati secondo il dettato della sinistra "ridicola" (altro che radicale, ridicola davvero). O si sta con gli innovatori o con i conservatori comunisti ed i loro sodali insomma. "La spesa che se ne va per previdenza, malattie e salute è il 93%, mentre casa, disoccupati e famiglie si dividono il restante 6%", questo è ciò che ha rilevato Emma Bonino e noi con lei. Non si può pensare di abbassare l"età pensionabile. Pena l"impossibilità di garantire un futuro certo alle giovani generazioni nonché un welfare che tuteli chi oggi è escluso dal sistema produttivo. Ne consegue che non è possibile mediare con i massimalisti sostenuti financo dai sindacati conservatori. Occorro pertanto escluderli da qualsiasi maggioranza di governo. Daniele Capezzone, il quale ha recentemente fondato il network Decidere.net, ha lanciato due date: il 22 settembre a Roma una manifestazione a favore della riforma delle pensioni ed il 29 settembre a Milano a favore di un consistente abbassamento delle tasse al fine di favorire lo sviluppo. Farò di tutto per essere presente ad entrambe o quantomeno le sosterrò. E" proprio da qui, io penso, che potrebbe nascere un movimento più ampio: riformista, liberale e autenticamente liberalsocialista al di là degli schieramenti oggi presenti. Un movimento per le riforme di cui il nostro Paese ha urgente bisogno e di cui sentono il bisogno soprattutto gli "esclusi", i non "sindacalizzati", ovvero il Terzo Stato del nostro tempo.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario