ultimora
Public Policy
  • Home » 
  • Archivio » 
  • Elezioni: matita copiativa e pennetta (1)

Negli Stati Uniti sono cinque i tipi di voto

Elezioni: matita copiativa e pennetta

L’Italia è lontana anni luce, oltre che scettica, da queste innovazioni tecnologiche

di Antonio Gesualdi - 30 marzo 2006

A me Beppe Grillo diverte soprattutto quando prende per i fondelli i giornalisti che gli domandano cosa pensa di questo o di quello. Lui, di solito, risponde: "ma guardate come siete ridotti, le cose vanno male, ragazzi! Siete giornalisti e fate queste domande a un comico. Ma io sono un comico! Ma come siete ridotti?" Sacrosanta verità. Beppe Grillo è un comico e gran parte dell"informazione nazionale è comica.
Qualche decennio fa ricordo che davamo dei ritardati ai nostri politici perché negli Stati Uniti già si facevano le sperimentazioni per il voto elettronico. Noi avevamo ancora la matita-copiativa. Oggi polemizziamo sull"introduzione del voto elettronico e pure a sproposito e pure in un sito di un comico!
Il 10 aprile prossimo in alcune regioni italiani il voto verrà conteggiato anche attraverso l"ausilio del computer e poi i dati verranno messi in una pennetta elettronica e trasferiti al Viminale. Qualcuno ha montato un caso perché la pennetta potrebbe essere manomessa. Ma, naturalmente, il caso non sussiste perché il voto non è elettronico, ma manuale e quindi se manomissioni ci potranno essere, saranno soltanto nella trascrizione del voto e non nel voto stesso. Siccome chi si occupa di politica conosce bene le stime di voto, si fa presto a capire se scostamenti importanti sono dovuti al voto degli elettori o a manomissioni nel conteggio. Tutto qua.
Quanto alle comparazioni forse non tutti sanno che negli Stati Uniti ci sono almeno cinque tipi diversi di voto per le presidenziali. Il federalismo è anche questo. In alcune contee (neppure Stati interi) si vota con la scheda, in altri con la scheda-perforata, in altri con il lettore ottico, in altri con il vero e proprio voto elettronico e in altri con la punzonatura. Ognuno di questi sistemi ha pro e contro ed è più o meno "moderno". Nello stato di New York si vota ancora col punzone, in Alaska, Hawai, Nuovo Messico, Oklahoma e Oregon si usa la lettura ottica. Dalla Georgia al Nevada si usa il voto elettronico e in modo sparso si usano la scheda e la scheda-perforata. La maggioranza delle contee americane usa il lettore ottico. In Florida, dove c"è stata la grande mattanza del voto durante lo scontro Gore-Bush, è praticato il voto a lettura ottica e anche il voto elettronico.
Ma stiamo parlando del voto non del conteggio dei voti. Nel caso italiano si tratta "solo" del conteggio del voto elettronico che affianca lo scrutinio tradizionale.
Insomma il voto elettronico non c"entra niente e gli elettori e le elettrici del Lazio, Puglia, Sardegna e Liguria sappiano soltanto – come sempre – che dovranno fare molta attenzione su come sono strutturati i seggi e sul lavoro degli scrutatori. Non altro. Ma questo è sempre stato. Che poi un Beppe Grillo ci possa fare della comicità di suo stile sopra, va benissimo. Ci divertiamo. Ma, per favore, ragazzi, Beppe Grillo è un comico!

P.S. - Lo scrutatore informatico Federisco Fasce nel suo blog sostiene che (http://kurai.blogsome.com/2006/03/24/cantonate/) in fase di addestramento avrebbe ricevuto indicazioni di far coincidere sempre il dato elettronico con quello manuale. Federico Fasce scrive sul suo blog: “noi interinali, che siamo stati assunti per lo scrutinio sperimentale, siamo tenuti a correggere a mano i dati per farli coincidere con quelli derivanti dal segretario”. Francesco Bitti, nei commenti del blog di Beppe Grillo afferma: “Una volta terminato lo spoglio, vengono confrontati i dati telematici con quelli cartacei ed eventualmente i primi. vengono corretti”. Marta Mereu, un’altra operatrice informatica in un altro commento, aggiunge: “Dobbiamo star zitti e riportare su pc. La cosa importante è che se, a fine scrutinio, le nostre tabelle riassuntive non saranno conformi con quelle registrate sul cartaceo, siamo obbligati ad annullare tutto e ricopiare le tabelle cartacee sul pc in modo che siano conformi”.
Se è così manco le sperimentazioni sappiamo fare. Ma questo è un altro discorso... Grillo facce ride!

Social feed




documenti

Test

chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario