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La crisi del Polo e il segnale di Venezia

E' tempo di chiedere la Costituente

C’è spazio per una terza forza impegnata a correggere gli errori di questi anni

di Cesare Greco - 20 aprile 2005

Gli sviluppi politici successivi alla pesante sconfitta della Cdl alle ultime elezioni amministrative, caricate comunque di una non indifferente valenza politica, hanno messo in evidenza tutti i limiti imposti dalla composizione dei poli e dalla sostanziale incomunicabilità tra forze che trovano nel mero calcolo elettorale la ragione del loro stare insieme. D’altra parte, la vittoria di Cacciari alle comunali di Venezia ha rivelato l’esistenza e la forza di un elettorato moderato pronto a riconoscersi in un leader e un programma che, nei fatti, si colloca al di fuori dei poli e, anzi, con successo li sfida. Da tutto ciò appare evidente che, ove sostenuto da esponenti e programmi politici credibili, esiste uno spazio ampio per una terza forza moderata che si collochi al centro e rifiuti compromessi elettoralistici con le estreme. Una forza che risponda alle attese di governabilità sulla base della coerenza programmatica. Purtroppo l’atto di coraggio che è stato possibile a Venezia, prima che si verificasse la frana del centro-destra, sembra essere improponibile a livello nazionale, a causa dei timori indotti dal sistema elettorale e dal bipolarismo bastardo che ne è diretta conseguenza. Questa considerazione, insieme al timore di continuare a vedere la Carta Costituzionale vittima delle scorrerie dei due schieramenti contrapposti, ci rafforza nell’idea che non sia più rinviabile l’elezione di un’Assemblea Costituente che corregga i gravi errori di questi anni, ripristini una coerenza condivisa delle regole e modifichi il demenziale sistema elettorale vigente.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario