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Rifugiato con 15 miliardi di dollari

E adesso parliamo di Mukhtar Ablyazov

Le tante contraddizioni della figura chiave della spy story kazaka

di Giacomo Properzj - 24 luglio 2013

Ancora una volta la misera vicenda politica italiana è stata scossa impetuosamente da una spy story i cui confini sono umanamente delicati ma politicamente insulsi: è la storia della deportazione, come è stato detto, ovvero dell"espulsione dal nostro paese della signora Alma Shalabayeva e della sua figliola.

Ormai la storia sembra quasi vecchia per essere stata sfruttata in tutti i modi dalle forze politiche e dalla stampa ed è dunque conosciuta dal pubblico in tutti i suoi complicati dettagli. La signora Alma Shalabayeva è moglie dell"ex ministro kazako Mukhtar Ablyazov già proprietario di un"importante banca locale ora fallita ed esule in Inghilterra perché perseguitato dal regime autocratico di Nazarbayev.

Dunque Ablyazov appare una figura di esule quasi ottocentesco come poteva essere ai suoi tempi Mazzini, anche lui in Inghilterra o, in tempi più recenti, Turati, Gobetti, Rosselli, etc. La non trascurabile differenza con tutti questi nominati è che Ablyazov avrebbe portato con sé 15 miliardi di dollari di origine non chiara, anzi chiarissima dopo il fallimento della sua banca, di cui 3,5 gli sono già stati bloccati in banca dal Governo Inglese. Gli inglesi hanno accordato ad Ablyazov l"asilo politico anche perché a suo tempo come ministro e come banchiere aveva concretamente aiutato la British Petroleum (BP) a ottenere concessioni petrolifere in concorrenza con l"italiana ENI. La concorrenza si era svolta con modalità tali che la pretura di Milano si è già attivata per chiedere informazioni alla locale società dell"ENI. Non sembra che le multinazionali inglesi utilizzassero metodi molti diversi dall"ENI ma, tutto era finito con il risultato che Ablyazov (e 15 mld di dollari) si era dovuto rifugiare in Inghilterra e l"ENI ha ottenuto la sua più grossa concessione petrolifera.

Gli inglesi avrebbero vietato ad Ablyazov di lasciare l"Inghilterra ma risulta, per lo meno all"Interpool che il dissidente kazako si trovasse recentemente in Italia forse per trovare la sua affezionata consorte che, come si sa, abitava a Roma in una bella villa del quartiere Casal Palocco. Naturalmente nulla è certo perché i nemici di Ablyazov in Kazakistan sono al governo e non esitano a divulgare notizie molto tendenziose. E" vero però che l"Italia attraverso la sua potente malavita organizzata è uno dei paesi al mondo dove è più facile il riciclaggio dei fondi anche rispetto ai Paesi Africani, per esempio della Repubblica Centro Africana, dove dopo il crollo del mercato dei diamanti il giro dei contanti si è molto ridotto. Ablyazov che, come si è visto, ha già avuto un blocco notevole dei suoi fondi ha certo necessità di riciclo anche per finanziare l"opposizione kazaka.

Per capire tutti questi ragionamenti occorre sapere che il Kazakistan è il più ricco Pese del Mondo nel rapporto tra sue ricchezze naturali e la popolazione residente: il Kazakistan dispone del 60% delle risorse minerarie dell"ex Unione Sovietica ( ferro, carbone, petrolio, metano, metalli diversi utilizzati nell"elettronica, nella missilistica e nell"ingegneria nucleare), ha un"enorme produzione di grano, dovuta al programma di bonifica delle Terre Vergini ancora voluta dall"URSS. Dispone di grosse centrali idroelettriche collocate sui grandi fiumi della parte settentrionale del paese dove ci sono enormi foreste ancora non sfruttate. Finalmente, e questo è un argomento interessante, da pochi anni non è più legale la coltivazione del papavero da oppio e della cannabis coltivazioni, peraltro, che continuano in modo extra-legale in gran parte ancora oggi. La parte petrolifera è rappresentata da un giacimento di 450 km quadri dove oggi si estraggono 100.000 barili al giorno ma si prevede, nel giro di pochi anni, di arrivare a 220.000 barili al giorno. Sono presenti tutte la maggiori compagnie mondiali ma l"ENI ha la concessione più importante che durerà per 40 anni a partire dal "97. Per quanto riguarda il gas, oltre all"ENI, il maggior operatore è la British Gas (ahiahiahi per Ablyazov).

La signora Alma, fino a che il marito disporrà dei miliardi di cui sembra disporre, non ha nulla da temere, così la sua bambina. Quella che può tremare è la signora ENI se il Governo Italiano si abbandonerà ad eccessi nei confronti degli ambasciatori kazaki in Italia. Sino ad ora il cane a sei zampe non ha aperto bocca ma gli uffici di Milano e di Roma sono molto attenti e nervosi perché i kazaki non sembrano gente che ragioni in base a parametri umanitari o ideali ma sono invece molto decisi a utilizzare con prepotenza le loro ricchezze. Tutte valutazioni che potrebbero essere sottoposte anche al Consiglio Comunale di Milano dove il Presidente propone di togliere al Kazakistan la partecipazione ad Expo 2015. Tutto è possibile purché al Kazakistan si sostituisca Mukhtar Ablyazov coi suoi fondi magari opportunamente riciclati. Pubblicato su www.linkiesta.it

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