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Il format d’altri tempi di Silvio Berlusconi

Duello televisivo con comica finale

Il tubo catodico oggi è come l'opera lirica per i nonni. E lo show resta senza pubblico

di Antonio Gesualdi - 05 aprile 2006

Quando inventarono il cinematografo, subito dopo fu inventato il format che usiamo tutt"ora. Allora i film duravano pochi minuti: tema di attualità, poi una storia tratta dalla letteratura classica, qualche breve documentario educativo e, alla fine, la comica finale. Questo format viene usato tuttora, con qualche variante, nel racconto televisivo, nei telegiornali, nei giornali. Silvio Berlusconi, l’altra sera, ha utilizzato lo "spazio autogestito" delle nostre tribune elettorali come si confà ad un grande comunicatore di mass media. Il gesto della mano che accompagna la frase, la sequenza semplice-semplice per dire tre cose, tre, Ici compresa, e il dito finale puntato verso la telecamera. Invenzione degli anni Cinquanta. Per un settantenne come lui queste cose fanno ancora effetto. Chi ha settant"anni oggi ne aveva una ventina quando ha cominciato a vedere la televisione e quell"oggetto rappresentava e rappresenta la modernità, il futuro. Chi la sapeva e sa usare poteva gestire "la gente" della cultura orale e scarsamente alfabetizzata. Là dentro vi hanno ficcato i Gassman, i Tognazzi, i Vianello, i Sordi... il massimo del nostro teatro e del nostro cinema contemporaneo. Parole e gesti. Eclatanti. E, soprattutto mai lasciare al caso il Gran Finale. La televisione oggi è come l"opera lirica per mio nonno. Parole e gesti. Non certo ragionamento. Ma Berlusconi sa bene che la televisione è soprattutto finzione. Dunque nello spazio "autogestito" - che dura quanto una canzonetta perché quello è il ritmo dato ai mezzi come la radio e la tv - il nostro cavaliere ha mandato in onda il suo spot.
Romano Prodi, curato di campagna, non è un esperto di spot anche se è circondato da altrettanti esperti di spot. Ha più talento per le omelie. Carbura lentamente, scandisce come un diesel, ma poi le sue cose le dice e soprattutto si preoccupa di far vedere che sa rispettare le regole. Non si esibisce, ma ha studiato la teoria. Stia dritto! Guardi in camera! Sorrida! Scandisca! Si faccia mettere a posto la dentiera che sbatte e col microfono sul bavero si sente! Occhiali senza montatura! Abito scuro camicia azzurrina! Ma Romano Prodi, ha il sistema nervoso piano; piuttosto chiude gli occhi mentre cerca la frase ad effetto che non viene mai. Il curato di campagna – potrebbe essere – non ha ancora la televisione perché la va a vedere a casa dei parrocchiani. Vuoi vedere che non sa neppure usare il telecomando? Sa le regole e tiene d"occhio il cronometro. Tre minuti! E uno di replica! E lui ha sforato! E lei recupera! Ma non spara battute, rompe i tempi. Non ha il ritmo del palcoscenico. C"è una certa differenza tra un capo-comparsa e un capo-comico. Ma è una tribuna elettorale o uno show? E" uno show! Tutto ciò che passa in televisione è sempre e prima di tutto uno show! Ed ecco il calo degli ascolti: se ci fosse un altro duello vi sarebbero ascolti dimezzati rispetto alla prima tornata. La televisione è uno spettacolo non la realtà e quindi non un comizio o un dibattito pubblico. E" antidemocratica. E" una roba "fredda" che funziona per eventi. Va avanti a eccezioni non a regole. A mano a mano che muoiono gli italiani nati negli anni venti, trenta e quaranta finiranno anche Sanremo e le partite di calcio della nazionale. Lo show non ha più pubblico; semianalfabeta e capace di capire soltanto parole-e-gesti. Lo show deve continuare, ma per altri modelli. Il Prodi-Berlusconi l"avevamo già visto. Sono più di 10 anni che ce lo rifilano. E" un vecchio film da magazzino buono per il palinsesto estivo. Il duello di ieri sera era solo una replica..... con la solita comica finale.

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