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Linee guida sui generis del Ministro Ferrero

Droga: governo fuori dal mondo

L’ennesima trovata geniale in tema di droghe si chiama Sert: sala d'attesa per drogati

di Davide Giacalone - 26 giugno 2007

Se sarete trovati in possesso di droga, della vostra, quella che intendete fumare, inalare o iniettare in vena, ci saranno due possibilità: se siete maggiorenni sarete segnalati al Sert (una specie di sala d’attesa per drogati), dove sarete invitati ad un colloquio; se siete minorenni la cosa sarà raccontata ai vostri genitori. In ogni caso non sarete puniti, a meno che non siate degli spacciatori e non dei consumatori. Queste le linee guida scelte dal ministro Ferrero, cui s’accompagna l’ennesima riscrittura delle tabelle, tornando a distinguere fra droghe leggere e pesanti, prevedendo quantità diverse per restare nella liceità. Questo basta per concludere: Paolo Ferrero è fuori dal mondo.

Il maggiorenne invitato al Sert neanche ci andrà, il che è anche meglio. Se ci andrà gli avremo fatto perdere una mezz’ora. I genitori del minorenne non sapranno che fare ed a chi rivolgersi, si limiteranno a chiedere al ragazzo, il quale sarà convincente nel dire loro che era la prima volta e non succederà più. La seconda sarà la seconda, e così via fino alla maggiore età, quando si passa al Sert.
Gli spacciatori cui pensa Ferrero non esistono, perché gli ultimi anelli della catena, quelli che smerciano al cliente finale, sono quasi tutti anche dei consumatori, specialmente con il dilagare drammatico della cocaina. Quindi non si punisce proprio nessuno. In quanto alle tabelle, chi volete che le legga, e, poi, che importanza hanno? In tutto il mondo si sono accorti che gli spinelli che girano hanno una concentrazione spaventosa di thc, cioè di principio attivo, e che sono pericolosissimi, ma noi li metteremo fra la robetta leggera e, Turco docet, se ne potranno portare in tasca una decina.

Il ministro Ferrero è di sinistra, ma non si accorge di propugnare una politica sostanzialmente nazista. Egli conosce, forse, i drogatelli dei quartieri alti, gli sniffatori da diporto, gli spinellati per vocazione. E su quelli si regola. Provi a mettere piede nelle periferie urbane, provi a toccare il risultato del combinarsi di disagio sociale, piccola criminalità diffusa ed alto consumo di droghe. Guardi negli occhi quei giovani che si perdono, giorno dopo giorno, che calano nel buco nero della droga e della delinquenza. Parli con quelli che la galera se la fanno comunque, per furti, scritti, rapine e racconti loro la superpalla che tanto per chi consuma non c’è punizione. Provi a calarsi nella realtà, e vedrà che c’è una politica sociale, rispettosa degli individui e della loro libertà, attenta ai problemi degli ultimi e degli svantaggiati, non a quelli dei privilegiati e mantenuti, ed è una politica, in tema di droga, opposta a quella che sta preparando. Lo faccia subito, quel giro, perché lui lo pagano, per mettere a punto le sciocchezze che vuol tradurre in legge. Ma quei ragazzi la pagano, e la pagano cara.

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