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Public Policy

L’agonia terminale del bipolarismo bastardo

Dopo Casini anche Mastella?

Tradire il voto è inevitabile con questi poli. Le fibrillazioni sono solo all’inizio

di Antonio Gesualdi - 29 marzo 2007

Adesso tocca a Mastella, Di Pietro e, soprattutto, a Rutelli. Si consuma il dramma di una classe politica che ha tentato di resistere al responso delle urne dello scorso anno. Si consuma il dramma della Seconda Repubblica politicamente anoressica e brutalmente oligarchica, autoritaria e seviziatrice della Politica dei partiti popolari partecipati. Durerà ancora qualche tempo, ma le elezioni amministrative faranno da detonatore definitivo.

Il polo che ha, solo formalmente, perso le elezioni e il potere ha perso un pezzo. Berlusconi pare abbia detto riferendosi all"Udc (perché può sempre smentire) "Prendiamo atto che questa forza politica per il momento non consente di considerarla schierata al nostro fianco". E senza l"Udc il centro-destra come l"abbiamo conosciuto finora non vincerebbe mai nessuna elezione politica. Checché ne dicano i nostri rinomati sondaggisti. E se anche così fosse - ma non è - Berlusconi non avrebbe aggiunto la frase "Bisogna fare tutto ciò che si può per tornare a ragionare insieme". Insomma nel centro-destra è finita un"epoca. E le amministrative saranno la riprova soprattutto là dove, nell"Udc, comandano gli amici di Casini e non quelli di Giovanardi. Ma ora viene anche il bello nel centro-sinistra. L"implosione del polo perdente è politicamente accelerata proprio perché è stato perso il potere. Mentre a sinistra il collante ha ancora una qualche funzione. Ma la situazione politica è sempre fatta di relazioni e non di posizioni statiche. E non solo, ma oggi, ad essere in "movimento" non è la sinistra quanto piuttosto l"area moderata. Come a destra Fini e Bossi si sono fatti schiacciare in posizioni conservatrici, perfino xenofobe e autoritarie, a sinistra un Bertinotti e un Diliberto, un Pecoraro Scanio si sono fatti intrappolare in posizioni contraddittorie di lotta e di governo che non portano da nessuna parte. Vorrebbero, o vanno in piazza, e poi criticano coloro che vanno in piazza. Incomprensibile perfino per dei giovani universitari politicizzati.

Dunque anche nel centro-sinistra - gioco forza - dovrà essere il centro a muoversi, a sperimentare un posizionamento coerente tra un programma di riforme moderato e una collocazione politica corrispondente. E dunque le fibrillazioni non potranno che venire dall"Udeur, dall"Italia dei Valori e, soprattutto, dalla Margherita che, tra l"altro, ha da risolvere anche la questione del Partito democratico. Le oscillazioni sono cominciate: chi prima comincia prima arriva. Il vero leader si vede anche dal coraggio. E come ha scritto oggi sulla sua bussola Ilvo Diamanti "Così, alla fine, Pierferdinando Casini, dopo tanti anni passati al servizio del Cavaliere, dopo una legislatura trascorsa a guidare la Camera, è pronto a fare il premier. O almeno il Leader."

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario