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Bankitalia ha sciolto le ultime perplessità

Documento governance, ci siamo

Stretta sul duale e moral suasion sugli stipendi dei manager: ora alle banche la risposta

di Alessandro D'Amato - 27 febbraio 2008

Forse già dopodomani, più probabilmente per l’inizio della prossima settimana. E’ finalmente pronto il testo definitivo del documento di Bankitalia sulla governance degli istituti bancari, compresi quelli che adottano il sistema duale introdotto dalla riforma Vietti e caratterizzato dalla presenza di consiglio di sorveglianza e gestione. La linea, nonostante le pressioni arrivate sia dagli istituti che dall’associazione bancaria, è quella ribadita da Mario Draghi al Forex. Anche se, essendo il documento dedicato anche agli istituti governati con il “vecchio” sistema monistico, una qualche forma di flessibilità a livello di banche minori sarà implementata. Si ribadirà l’attenzione su controlli e procedure di delibera, con richieste di maggior rigore e trasparenza; ma in sede di circolare si prevedrà che gli oneri per ottemperare a carico degli istituti minori saranno in ogni caso inferiori. O meglio, proporzionati alla loro dimensione.

L’altro punto sul quale il documento si concentrerà saranno i trattamenti economici di manager e dirigenti. E qui, probabilmente qualche polemica nascerà: Bankitalia dirà infatti basta alle forme indisciplinate di aggancio dei trattamenti economici e degli stipendi agli utili e agli altri parametri finanziari o borsistici (come ad esempio le stock option). Una prassi che nel tempo ha portato sia a un problema generale di equità delle remunerazioni, che a rischi per l’attività deliberativa e, in qualche caso, a errori strategici di gestione. Palazzo Koch auspicherà quindi un indirizzo restrittivo, anche se molto probabilmente questo sarà fondato sulla moral suasion. Sperando che, visto che ha già funzionato in altri casi, anche qui dia gli effetti voluti.

Ma il punto clou è la netta distinzione tra i ruoli del consiglio di sorveglianza e quello di gestione nella governance duale. Nonostante le pressioni arrivate nel tempo, è confermato che il presidente del primo non potrà assistere alle riunioni del secondo: una regola che colpirà Bazoli in Intesa come Geronzi in Mediobanca, Fratta Pasini nel Banco Popolare come Trombi in Ubi Banca. La stessa regola varrà per i cda delle controllate e delle partecipate? Questo è il punto sul quale c’è ancora qualche incertezza. Non tanto sul principio, che dovrebbe essere accettato, ma sui paletti da mettere: via Nazionale sarebbe orientata a confermare il “no” alle controllate, e a intendere come “partecipate” quelle con almeno il 10% del capitale e nelle quali la “partecipante” può eleggere gli amministratori. E questo metterebbe fine alle supposte ambizioni che, secondo qualcuno Geronzi avrebbe coltivato sulla vicepresidenza delle Generali. Però, sul punto i tecnici sono ancora al lavoro perché Draghi vuole che le motivazioni della scelta siano dettagliate e inattaccabili da tutti i punti di vista. Una scelta che, secondo Bankitalia, ascolta le istanze del mercato, il quale chiedeva trasparenza nella governance del Leone di Trieste. Ma che non mancherà di suscitare qualche polemica.

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