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Istruzione: Siniscalco dà il via alle assunzioni

Docenti precari, assunti già vecchi

Nella scuola, 100 mila insegnanti in tre anni: un’operazione che non servirà a ringiovanirla

di Paola De Benedetti - 12 maggio 2005

Tra i 50 e i 60mila. Questo il numero dei docenti precari che dovrebbe essere assunto già dal prossimo anno scolastico. Dopo una trattativa di poco più di due mesi il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti si accinge a varare un provvedimento che, per ora, è stato avversato solo dalla Cgil.

I tecnici del dicastero di viale Trastevere stanno quindi mettendo a punto il decreto per l’immissione in ruolo, che dovrebbe essere presentato entro pochi giorni al Consiglio dei Ministri. Il progetto complessivo di assunzione stabile è ancora più ambizioso: l’obiettivo annunciato è di assumere entro tre anni almeno 100mila precari.

Il problema del precariato nel mondo della scuola si trascina ormai da decenni e coinvolge circa 240 mila insegnanti che spesso cambiano sede di lavoro ogni anno a scapito, sostanzialmente, della continuità didattica. Proprio per questa ragione l’opposizione non è mai stata pregiudizialmente contraria a studiare un piano di stabilizzazione del precariato, ma la velocità della messa a punto del provvedimento fa pensare ad una mossa preelettorale di grande portata.

La proposta di una risoluzione in massa del problema dei precari della scuola è stata lanciata lo scorso autunno da senatore di An Giuseppe Valditara e studiata dai tecnici dello Snals. L’idea è stata quindi fatta propria dalla Moratti che è stata autorizzata dal Consiglio dei Ministri del 25 febbraio ad andare avanti e a mettere a punto un “piano di fattibilità” con il ministro dell’Economia e il Dipartimento della Funzione pubblica. Contemporaneamente hanno cominciato a muoversi anche le regioni.

Una proposta di legge è stata presentata all’Assemblea regionale siciliana dall’onorevole dell’Udc Giuseppe Franchina ed è stata approvata a tempo di record il 12 aprile scorso. Nel complesso, l’operazione dell’immissione in ruolo dei precari è concretizzabile per l’alta età media dei docenti italiani. Dai dati elaborati dal Miur risulta che nei prossimi dieci anni andranno in pensione quasi 250mila insegnanti. Con il prossimo anno scolastico cesseranno dal servizio oltre 17mila docenti e l’esodo sarà man mano crescente fino ad arrivare a più di 30mila nel 2013-2014. “Insegnanti più qualificati e più giovani nella nuova scuola della riforma”, ha dichiarato spesso il ministro Moratti.

Il problema di un’età media troppo elevata è una delle dolenti note che affligge il sistema di istruzione in Italia: il 50% dei docenti ha infatti più di 50 anni. Il nostro personale è il più anziano di tutta Europa: soltanto il 4% ha meno di 30 anni, contro una media UE del 12,8%. Con l’immissione in ruolo dei precari, però, la situazione non è destinata a migliorare molto: l'età media degli aspiranti docenti in attesa nelle graduatorie permanenti è infatti di 39 anni. Questo vuol dire che anche le nuove leve di insegnanti nasceranno già "vecchie" perché conquisteranno la nomina in ruolo ben oltre i quarant'anni.

Paola De Benedetti (Direttore di RAS - Rassegna dell’Autonomia Scolastica www.autonomiascolastica.it)

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