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Cosa imparare dalle elezioni francesi

Destra-sinistra fine di un dualismo

Oltralpe rottura degli schemi e della rappresentanza tradizionali. E in Europa?

di Antonio Gesualdi - 13 marzo 2007

La realtà della Francia non sono i sondaggi, ma il voto sulla Costituzione europea, le elezioni amministrative e le scorse elezioni presidenziali. Il sondaggio non esiste: è la fotografia in un dato momento. Appunto: la fotografia di oggi o di ieri - di quando è stata scattata - non certo quella del momento del voto. Una volta votato il sondaggio non esiste più. C"è il voto. Quindi stiamo ai fatti.

Per il momento, dopo l"addio di Chirac, la Francia dibatte sulla fine del gollismo e la mano di tesa di Sarkozy a Le Pen potrebbe, effettivamente, far pensare allo spostamento definitivo verso una destra indefinita, tra gollismo e lepenismo, dei sarkozisti. Ci penseranno intellettuali come Finkielkraut o Glucksmann, freschi di sarkozismo. La sottolineatura dello stesso Chirac sulla necessità di un contenimento della deriva estremista potrebbe anche far intendere di non aver apprezzato questo spostamento. Ma mentre il Presidente soprassedeva - o rimandava - l"appoggio esplicito a Sarkozy, gli avversari più accreditati, Royal e Bayrou, offrivano al socialdemocratico Strauss-Kahn un ministero importante. La realtà, al di là dei sondaggi, farebbe pensare ad un "quadro attuale" ben più interessante di quello dei numeretti quotidiani.

Quello che i sondaggi non riescono a fotografare è che la campagna elettorale francese starebbe mostrando una rottura degli schemi destra/sinistra, ormai estesa a tutti i Paesi dell"Europa occidentale. Mentre il sondaggismo porterebbe a pensare ad una polarizzazione UMP-FP (Sarkozy-Le Pen) contro PS-UDF (Royal-Bayrou) l"uscita di Chirac e le promesse di un ministero arrivate a Strauss-Kahn, sia dalla Royal che da Bayrou, farebbero, invece, pensare di più ad una ricollocazione più a destra dell"UMP e quindi uno scivolamento, di attrazione, di tutti gli altri partiti sempre verso destra. Tradotto significherebbe una vera e propria espulsione dal quadro politico del gollismo e pure del socialismo. Una vera e propria rottura delle tradizioni storiche francesi: destra/sinistra.

Da qui il disorientamento - e anche il calcolo - di Chirac di non uscire definitivamente di scena lasciando aperta la possibilità di rientrare con tutto il proprio peso politico verso la fine della campagna elettorale. Chi romperà lo schema destra/sinistra e soprattutto chi farà saltare la moda del liberoscambismo di scuola (la globalizzazione che giustifica tutti i mali!) farà saltare anche il banco politico. Il Presidente Chirac, nel suo ultimo discorso, ha dimostrato di averlo capito. Ma ha scelto di attendere.

A sinistra la correzione delle ineguaglianza non trova più rispondenza con l"interventismo statale. Anzi il dibattito, caso mai, è improntato sugli effetti perversi creati dall"assistenzialismo. E a sinistra non si hanno idee chiare - o proprie - sulla domanda d"ordine e di autorità statale. Allora anche un Bayrou che rifila un ceffone ad un ragazzino immigrato che vuole sfilargli il portafoglio (nel 2002) può diventare un messaggio. Le tensioni delle banlieues hanno fatto apparire la questione dell"ordine e dell"integrazione fondamentale. Ma questa è una questione che appartiene soprattutto alla destra di Le Pen. E dunque un Sarkozy non si ritrova proprio in bella compagnia quando, da ministro dell"interno, sfida i dimostranti. Quello delle banlieues è un problema di identità nazionale e di identità degli immigrati e dei giovani, ma su questo anche la sinistra non ha idee chiare oltre un multiculturalismo di integrazione generica. E questa è un"altra grande frattura sulla linea destra/sinistra.

Per non parlare della globalizzazione: De Villepen, il mese scorso ha fatto aprire a Emmanuel Todd la conferenza sul lavoro, implicitamente, sposando la proposta del "protezionismo europeo" e Jean-Pierre Raffarin sponsorizza l"idea della "sovranità europea" di Hakim El Karoui. Per non dire di Chirac che ancora racconta di aver detto più di 30 volte al Presidente Bush di non attaccare l"Iraq. Come stanno questi gollisti con Sarkozy? Apparentemente solidali. Apparentemente. E come sta la Royal in uno stesso partito con un Fabius che ha votato "non" alla Costituzione europea? Quali sinistre rappresentano? Il giorno dopo il discorso del Presidente, Bayrou a Evreux, terra di Pierre Mendès France e dopo aver citato a lungo de Gaulle, e fatta una battutina su Mitterand, ha detto: "mi è piaciuto molto il discorso di Chirac!" Chi rappresenta, allora, oggi la destra francese: Sarkozy o Bayrou? Il Presidente Chirac ha i nostri stessi dubbi.

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