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Il comunicato ufficiale di Società Aperta

Dalla crisi nasca la Terza Repubblica

Bisogna uscire dalla crisi di governo aprendo una nuova fase costituente

di Società Aperta - 22 febbraio 2007

Le dimissioni del governo Prodi sono la logica (e tardiva) conseguenza delle contraddizioni politiche e programmatiche insite nel centro-sinistra, a loro volta parte delle più generali incongruenze di quel sistema politico impropriamente chiamato “bipolarismo” che hanno condannato l’intera Seconda Repubblica alla più totale ingovernabilità. Di tutto questo c’erano già i prodromi nel “pareggio” cui gli italiani avevano giustamente inchiodato sia Prodi sia Berlusconi alle elezioni, ma di cui non si è voluto tener conto, costringendo il Paese a perdere un altro anno nel compimento di quel processo di modernizzazione che deve portarlo fuori dal declino strutturale in cui vive da troppo tempo. Ora che il nodo è venuto al pettine, occorre agire con coraggio e lungimiranza. Qui non si tratta né di consentire a Prodi di riprovarci, per poi dover prendere atto fra qualche settimana o mese quel che è chiaro fin dall’aprile scorso, né di tornare alle urne, magari per continuare l’assurdo gioco dell’alternanza tra coalizioni impotenti e candidati premier riciclati. Bisogna, invece, infrangere il tabù del “bipolarismo all’italiana”, e aprire finalmente una stagione politica nuova. La possibilità di cogliere la crisi come occasione irripetibile per cambiare strada è tutta nelle mani del Presidente della Repubblica, cui la Costituzione affida in questa circostanza un ruolo per nulla notarile. Ed è proprio al Capo dello Stato che Società Aperta rivolge, con deferenza, un accorato appello perchè dalla crisi si esca con il mandato ad una personalità che per convinzioni politiche – e magari per status istituzionale – tenti la costruzione di un governo di “larghe intese” che faccia perno sulle componenti moderate e riformatrici di entrambi gli attuali schieramenti e che invece escluda a priori la sinistra massimalista e la destra populista. Un governo cui va dato il compito non semplicemente di scrivere una legge elettorale di stampo europeo – finalmente condivisa da larga parte del Parlamento – per poi andare subito alle elezioni, ma anche di impostare un lavoro politico e programmatico capace di avviare l’indifferibile e prioritario cambiamento del sistema politico e istituzionale, che abbia in una nuova Assemblea Costituente il suo approdo naturale. La stanchezza che il Paese ha accumulato in questi anni di “non governo”, di leaderismo senza statisti, di contrapposizioni ideologiche anti-storiche, di illusioni frustrate, richiede una svolta radicale nelle modalità della politica. Società Aperta lavora in questa direzione, a cominciare dalla convocazione, il prossimo 1 marzo a Roma, di una manifestazione – “Scriviamo il manifesto politico dei riformatori” – che intende radunare tutte le forze che sentono la necessità di costruire la Terza Repubblica.

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario