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Oltre il conservatorismo di di destra e sinistra

Costruire un nuovo Polo

Urge un'alternativa che rimoduli l'Italia e riscriva la Costituzione fin nei suoi fondamenti

di Luca Bagatin - 09 febbraio 2011

Questa cosa, vorrei chiamarla per ora così, del "Terzo Polo", ovvero dell"unione fra finiani, centristi e laici, mi ha convinto da subito. Anzi, dirò di più: l"ho auspicata e ne scrivevo diffusamente da diversi anni. Da diversi anni, infatti, sostenevo e sostengo la necessità di costruire una forza di alternativa. Alternativa a che cosa ? Alla conservazione: di destra e sinistra.

Una forza che potrebbe anche essere il Polo della Nazione di cui ha parlato per primo l"ottimo editorialista Enrico Cisnetto e che Casini ha fatto sua: ovvero la necessità di un ritorno ai fasti dei governi sostenuti da De Gasperi, La Malfa, Sforza, Einaudi, Pacciardi e Saragat. Ovvero quei governi di centro laico e cattolico, che hanno saputo ricostruire l"Italia dalle macerie del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale. Un"alternativa capace, finalmente, di contrastare il compromesso storico fondato da socialcomunisti e clerico-marxisti alla metà degli anni "70 e che ha portato alla falsa rivoluzione giustizialista di Tangentopoli. Un"alternativa capace di contrastare il berlusconismo, ormai sempre più paludoso ed attaccato alle istanze conservatrici e stataliste di Tremonti e della Lega Nord.

Un"alternativa che ricostruisca l"Italia e riscriva la Costituzione fin nei suoi fondamenti: che la renda finalmente liberaldemocratica, abolendo e modificando in senso liberale gli articoli statalisti ed anti-concorrenziali attualmente presenti nella carta costituzionale (a partire dagli articoli 41 e 42). Un"alternativa che riscriva una legge elettorale che sia coerente: o con il ritorno al proporzionale puro o, ancor meglio, con l"introduzione dei collegi uninominali all"anglosassone e con l"elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo.

Ecco, quest"alternativa poteva o potrebbe essere questa cosa qui che chiamano impropriamente "Terzo Polo". Che impropriamente si lascia chiamare così, quando in realtà dovrebbe semplicemente rappresentare il primo o il secondo schieramento politico italiano. Uno schieramento politico oltre gli attuali poli, o, quantomeno, un nuovo Centro-Destra: di ispirazione gollista, ovvero di destra laica, liberale, libertaria.

Ecco, ciò che manca ai Fini, ai Casini e - peggio mi sento - ai Rutelli (ma perché qualcuno non propone il pre-pensionamento per questo eterno giovane che cambia casacca ad ogni tornata elettorale ?), oggi è proprio una prospettiva. Dei contenuti che li rendano diversi dagli altri. Però è necessario, intendiamoci, costruire questo Polo della Nazione capace di contrastare berluscones e cattocomunistes.

Ed è necessario che stabilisca le sue linee guida a partire da pochi punti di riforma, ma che siano di riforma radicale: abolizione degli enti inutili come le Province, i consorzi e le comunità montane; privatizzazione della Rai; riforma della Costituzione in senso liberaldemocratico, abolendo ogni influenza clerico-marxista; riforma della legge elettorale, da inserire in Costituzione, che preveda l"elezione diretta del Presidente della Repubblica con funzioni di governo; riforma della magistratura che preveda la separazione delle carriere e la non eleggibilità dei magistrati a cariche politiche.

Ecco, in questo senso, noi laici e liberaldemocratici possiamo avere un ruolo cardine. Se solo sapremo incanalare ed unire le forze. Diversamente, l"ho detto più e più volte, lasciamo il campo ai conservatori, antilaici ed antiliberali e dissolviamoci del tutto.

www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario