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"Vai e non tornare indietro"

Così ho preparato la fuga di mia figlia

La risposta alla lettera di <a href='http://www.terzarepubblica.it/cronaca.php?codice=2065' target='_blank'>Celli</a> del direttore Enrico Cisnetto

di Enrico Cisnetto - 03 dicembre 2009

Della scelta di “Casa Celli” condivido in pieno tanto il merito quanto lo spirito con cui è stata resa pubblica. E trovo non solo ingenerose le accuse di snobismo e di “tradimento nazionale” che sono state rivolte a Pier Luigi Celli in quanto Direttore Generale della Luiss.

La mia condivisione deriva da una scelta che ho già fatto come padre: quello di rendere mia figlia Valentina “cittadina del mondo”. Il che ha significato iscriverla fino dalle elementari alla scuola pubblica tedesca (a Milano) e poi, dopo la maturità, condividere la sua volontà di frequentare la Università Humbold di Berlino, dove si è da poco laureata in Biofisica. Io e mia moglie abbiamo volentieri sopportato il disagio della separazione, nella consapevolezza che il futuro di Valentina era più importante di qualunque altra cosa.

Come Celli ho detto a mia figlia “vai e non tornare indietro”. Mi è costato, dirlo. Mi è costato moltissimo, perché da ragazzo ho imparato da un padre della Patria come Ugo La Malfa ad amare l’Italia e ho cercato di portare un contributo a questo benedetto Paese. Ma non chiedetemi di mettere in gioco l’avvenire di mia figlia. È l’unico sacrificio che non sono disposto a fare per il mio Paese.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario