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Con il 12% del pil è la nostra prima industria

Cortina, esempio di rilancio turistico

La crisi del settore sta diventando una vera e propria emergenza, curata solo con palliativi

di Enrico Cisnetto - 07 settembre 2005

Per il quarto anno consecutivo la stagione turistica estiva si chiude con un clamoroso flop. Solo 23 milioni di italiani, rispetto ai 29 del 2004, sono andati in vacanza tra giugno e agosto. E un milione di stranieri è mancato all’appello. Si tratta di un calo che ha bruciato un miliardo di euro di fatturato, tra diretto e indotto, che si somma con il miliardo e mezzo già perso lo scorso anno. Non è un caso, dunque, che l’Italia sia scesa al quinto posto della classifica mondiale, superata anche dalla Cina, dopo Stati Uniti, Francia, Spagna. Insomma, un disastro – visto che il turismo, pesando per il 12% del pil, rappresenta la prima industria nazionale – che certifica il fallimento di una politica di offerta turistica che comprime la spesa degli italiani ma soprattutto induce ad andare altrove gli stranieri. Diciamocelo con franchezza, il turismo rappresenta “in scala” tutti i sintomi del declino nostrano: risorse mal utilizzate, operatori frammentati, mancanza di una strategia complessiva e carenze strutturali. Relegando ogni competenza alle Regioni si è ridotta la visibilità dell’Italia nel mondo, annullando una “politica del turismo” che promuova adeguatamente il nostro patrimonio artistico, culturale e naturale sul mercato internazionale, e si è creato solo confusione e sperpero di denaro pubblico.

Che fare, allora, di fronte a tanta indolenza? Il decreto competitività, che sta trasformando l’Enit in un’agenzia ad hoc, e il tavolo tecnico Governo-Regioni-imprese, previsto come organo di indirizzo, sono palliativi. Quella del turismo va considerata non solo una priorità, ma anche un’emergenza nazionale, e come tale va trattata. Prima di tutto è necessaria una professionalizzazione del settore e un miglioramento qualitativo dell’offerta. E non solo in termini di servizi-base e di infrastrutture. Occorre creare iniziative specifiche, diverse per località e relativo target, partendo dal presupposto che non tutte le spiagge sono Rimini e non in tutte i centri montani ci vogliono i campeggi. Quindi vanno individuate iniziative di richiamo che rappresentino altrettanti valori aggiunti, come il golf lo è stato per la Spagna. Un esempio è il caso di Cortina capitale della “attualità in vacanza”, in cui sono stato personalmente impegnato. Le cifre parlano da sole: in agosto 84 eventi, oltre 200 personalità coinvolte e 48 mila presenze complessive (con un incremento del 20% sul 2004). Una kermesse straordinaria, offerta gratuitamente al pubblico, e realizzata senza spendere un centesimo di soldi pubblici grazie al sostegno di sponsor privati. È conflitto di interessi il mio? Resta il fatto che la manifestazione ha reso Cortina più attraente. E che come questa se ne possono fare molte altre, senza necessariamente scadere nelle sagre di paese.

Pubblicato sul Gazzettino del 4 settembre 2005

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