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Il Forzaleghismo è stato sconfitto sonoramente

Con il 25 giugno addio Padania

Tuttavia, gli ideatori non arrendono. Ma cos’è veramente il Lombardo-Veneto?

di Antonio Gesualdi - 06 luglio 2006

La questione è questa: la Lega Nord e con essa Forza Italia; ovvero l"asse Bossi-Berlusconi, il forzaleghismo, è stato sonoramente sconfitto alle elezioni politiche e anche al referendum costituzionale.
La Padania (ovvero il Nord) non esiste più come entità a sé stante. Quel federalismo è stato messo in soffitta dalla maggioranza degli italiani. Ma le persone portatrici di queste idee (come accade per tutti nel nostro Paese) non si faranno da parte, ma si inventeranno altri slogan. Sogni da propinare se ne trovano sempre.
Uno di questi è il "federalismo fiscale" con accessorio il Lombardo-Veneto. Soprassediamo sul federalismo fiscale perché tanto significa tutto e niente e a furia di federalismi – l"abbiamo già visto – si finirà per parlare delle tasse o delle imposte delle circoscrizioni comunali.
Sul Lombardo-Veneto, invece, qualche ragionamento va fatto se non altro perché abbiamo l"insegnamento della Storia. Il Presidente del Veneto, Giancarlo Galan in un articolo sul Gazzettino, con troppe citazioni liceali, non a caso tira di più sul federalismo fiscale che sul Lombardo-Veneto. "Veneto e Lombardia - dice - hanno bisogno di mondo e non di piccola patria" e poi fa una domanda retorica sull"Euroregione ad uno scrittore di romanzi (Claudio Magris) notoriamente simpatizzante di partiti di sinistra. Insomma ci sembra di capire che per il governatore il Lombardo-Veneto è roba vecchia mentre il nuovo è il federalismo fiscale. Un colpo al cerchio e uno alla botte. E" il neo-forzaleghismo?
Il Lombardo-Veneto, invece, è esistito; era sotto il dominio austriaco e comprendeva all"incirca tutto il Nordest di oggi ma non tutta la Lombardia di oggi. Era austriaca l"area che all"incirca prende il mantovano, Cremona fino a Milano e a nord a scendere da Sondrio sempre verso Milano. Questa stessa area è quella dove alle ultime elezioni politiche i primi due partiti della Casa delle Libertà sono risultati Forza Italia e Lega Nord. Ovvero dove anche il tandem Ds e Margherita non è riuscito a scardinare l"asse Bossi-Berlusconi. Ed in questa stessa area che il "sì" al referendum costituzionale ha vinto per andare, poi, proprio a schiantarsi contro il "no" sulle barriere del rodigino e del mantovano e a fermarsi proprio nelle province tra Milano, Pavia e Piacenza. Stravincono i "sì", invece, nelle province di Verona, Bergamo, Sondrio e Como.
Questo è il vero Lombardo-Veneto, non i confini amministrativi. E dunque, e paradossalmente, checché ne dica Galan, il Lombardo-Veneto esiste, ma non è quello che intende Bossi o che intendono i neo-regionalisti. Il Lombardo-Veneto, geograficamente, è molto più Repubblica di Venezia, ma come bene spiega il professor Diamanti, la Lega Nord mai potrebbe accettare la primazia del Veneto e del "lighismo" sul leghismo o i lùmbard (i piemontesi in questa partita c"hanno lasciato solo Borghezio!). Il Lombardo-Veneto, dunque, non è il Nord perché dalle parti del Regno di Sardegna solo Cuneo e Imperia fanno da eccezione ad una mentalità laica, terziaria, e dove anche economicamente è in riattivazione il triangolo post-industriale (Torino-Genova-Milano) e pure la Fiat. E Milano volete che, oggi come non ha mai fatto in passato, tra Torino e Genova scelga Venezia? E per fare che cosa? L"oceano è a Occidente non a Oriente.
Milano si aggrega a Torino che si è aggregato a Firenze, a Bologna, Palermo, a Napoli e a Roma e starà nell"Italia unita.
E" cominciata una nuova epoca per gli italiani e, come la Storia insegna, il Lombardo-Veneto (ma quello vero, che abbiamo appena descritto) arriverà con almeno un lustro di ritardo. Quando fatta l"Unità d"Italia il ministro Minghetti propose il regionalismo il Nordest era ancora austriaco. E Minghetti veniva da Bologna. La Storia non si inventa. E neppure l"attualità.

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