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Per non dimenticare

Ciao, caro Giuliano

Giornalista, giovane politico, attore di teatro. Un ragazzo dai mille ideali

di Livio Ghersi - 21 aprile 2008

Oggi, 20 aprile 2008, intorno alle ore 12,00, è morto a Roma Giuliano Gennaio. Aveva 28 anni. Era nato a Catania il 14 maggio 1979. Era robusto, allegro, apparentemente pieno di salute. Si era laureato in Scienze Politiche a Roma. Si definiva liberale ed aveva realizzato un giornale on-line, Liberal Cafè, in cui generosamente ospitava le opinioni dei liberali italiani, di tutte le tendenze. Giovani come lui, o avanti negli anni, come me. Quando Liberal Cafè ha smesso di funzionare, se ne è sentita la mancanza.

Giuliano era sveglio, ambizioso e desideroso di affermarsi; ma si è scontrato con le difficoltà che oggi incontrano tutti i giovani. Costretti a mille attività, sempre precarie ed a termine. E’ stato fra coloro che hanno dato vita ad una sorta di sindacato pro ventenni e trentenni. Un patto a difesa delle generazioni escluse dalla gerontocrazia al potere e dalle logiche di cooptazione. Cos’era Giuliano? Un giornalista? Un giovane politico? Un aspirante attore di teatro? Era tutte queste cose, ma il brevissimo tempo della sua vita non gli ha consentito di definirsi compiutamente.

L’ho incontrato un paio di volte; ma ho avuto con lui intensi rapporti di scambio, tramite posta elettronica. Quante volte ho digitato "giugen" per inviargli una mail? La prima volta fu nel dicembre del 2004, quando gli inviai il primo articolo per Liberal Cafè, che era titolato «La presenza politica dei liberali». Poi, è impossibile tenere il conto. Mi rispondeva sempre; educato, ma sbrigativo, secondo il costume di chi fa contemporaneamente dieci cose per volta e ne ha in mente altre cento per la prossima mezz’ora. Negli ultimi tempi lavorava come collaboratore di Enrico Cisnetto nell’Associazione "Società Aperta" e nel quotidiano telematico "Terza Repubblica". Si era pure appassionato della linea politica di Daniele Capezzone, quando l’ex Segretario dei Radicali lasciò il PR e fondò il movimento "Decidere".

Giuliano si spendeva per la «rivoluzione liberale» che sognava, una rivoluzione che voleva fosse costruita da politici giovani come Capezzone, o come l’amico Pietro Paganini. Eppure non disdegnava di confrontarsi con un vecchio studioso di Croce, come me: era intelligente e da tutti cercava di apprendere. Anch’io ero ben felice di poter interloquire con una persona formatasi in un contesto completamente diverso dal mio. Che mi considerasse pure un idealista sorpassato; per me era un dettaglio. L’importante era che lui aveva un’intera vita davanti e ed era privo del fardello dei fallimenti della mia generazione. Mi sembrava di investire nel futuro. Invece, il destino non ha voluto che per lui ci fosse un futuro. Con lui così vengono meno anche un po’ delle mie speranze. Saluto il Direttore di Liberal Cafè.

Palermo, 20 aprile 2008

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario