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Public Policy

Le aporie della moderna democrazia

Ci vogliono idee e uomini guida

Affinché un sistema democratico funzioni, serve una politica con la P maiuscola

di Davide Giacalone - 30 settembre 2008

Li chiamano xenofobi, e quelli prendono i voti dei turchi e degli slavi. Li chiamano nostalgici e reazionari, e quelli prendono i voti dei giovani, razziando fra i sedicenni per la prima volta chiamati alle urne. Può darsi che a molti non freghi niente di quel che è successo in Austria, ma è solo una variante di un più generale problema democratico, che coinvolge anche noi.

Per raccontare il contorcimento di budella, in questa parte, occidentale e ricca, del mondo, si usano categorie del secolo scorso, come “destra estrema” o “sinistra radicale”. Per capire il disagio economico ci attacchiamo al concetto di “potere d’acquisto”, descrivendo consumatori sempre più poveri. Invece il mondo, negli ultimi dieci anni, è diventato più ricco e si è sviluppato globalmente, come mai nel passato. Certo, come capita agli adolescenti, ora si ritrova con brufoloni sulla faccia, una peluria oscena alle mandibole, od un seno troppo grosso su un corpo di bambina.

Ma è cresciuto. Dovremo affrontare mille guai, perché da noi il mercato s’è sviluppato quale annesso della libertà, in Cina, per esempio, sarà la ricchezza diffusa a dover far saltare la dittatura. Il guaio grosso, però, rischiamo d’averlo in casa, con elettori che votano le estreme non per protesta, ma per paura. I turchi si sono fatti un mazzo tanto, in Austria od in Germania, per ottenere diritto di cittadinanza. Ora non tollerano i clandestini e gli irregolari, cui imputano la minaccia al loro sogno conquistato. La classe media, che è classe generale, è cresciuta nel benessere, anche al di sopra delle proprie possibilità. Ora imputa alla globalizzazione od all’Europa il rischio di dovere rifare i conti.

Il voto guidato dalla paura non deve intimorire, anzi, aiuta. E’ destinato a gruppi che deluderanno i loro odierni sostenitori. A me preoccupa il vuoto mentale di molte classi dirigenti, oramai incapaci di ripensare e riproiettare il futuro. La finanza che è saltata per aria aveva un orizzonte speculativo, a breve, senza progetto. Molta politica le somiglia. La democrazia è un metodo, come il capitalismo, ha poi bisogno di protagonisti. Se mancano idee e uomini guida, prevale l’egoismo del farsi i fatti propri, e nasce la paura che non sia più possibile. La politica serve, è indispensabile, ma se ha la P maiuscola.

Pubblicato su Libero di martedì 30 settembre

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