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Gli uomini che fanno funzionare l’Italia

Chi è Stato?

Un pamphlet alla scoperta dei nuovi fermenti della società italiana

di Autore: Luigi Tivelli - 05 dicembre 2007

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Chi è Stato? Chi sono gli uomini che rappresentano al meglio lo stato e fanno funzionare l’Italia? Quale è il rapporto fra la carenza diffusa di senso dello stato, la decadenza della politica, la crisi delle classi dirigenti e la caduta del senso civico? Cosa sta alla base di fenomeni come la guerra alla “Casta” e il “grillismo”? Quali sono gli effetti dell’abbattimento del valore del merito e della concorrenza e quali sono le risposte possibili? Sono queste alcune delle domande cui il libro tenta di offrire risposte nuove e significative.

Nel saggio introduttivo l’autore intercala in una analisi stringente dei limiti dello Stato (visto anche nel suo rapporto con i cittadini), della politica, delle classi dirigenti, alcuni neologismi, forse divertenti, il cui significato non è però certo divertente per la nostra democrazia. Evidenzia, ad esempio, che i veri partiti che dominano la società italiana sono il PNF (per fortuna non il Partito nazionale fascista, ma il Partito nazionale dei favori, che vanno dalle semplici raccomandazioni fino alle tangenti), che vince regolarmente lo scontro con il minoritario PEDD (Partito europeo dei diritti e dei doveri), con gli esiti che ne conseguono per il Paese, a cominciare dall’abbattimento dei principi del merito e della concorrenza. Quanto al modo vigente di far politica, l’autore lo racchiude nella parola – chiave “cicalecciocrazia”, visto che spesso dai Palazzi si sprecano, come appunto fanno le cicale, parole a iosa nel gioco perverso di specchi fra politica e giornalismo.

Quanto ai singoli capitoli del libro, per la prima volta, nel nostro panorama editoriale, in ognuno di essi emerge la voce di una serie di autorevoli servitori dello Stato (come recita il sottotitolo “gli uomini che fanno funzionare l’Italia”). Ne risulta pertanto sia un ritratto originale del protagonista di volta in volta coinvolto, sia una finestra da cui osservare i limiti, i vincoli e i punti di forza relativi alle questioni di competenza (ma non solo queste) di ogni singolo personaggio.

E’ così che nel libro si ritrovano le voci di alcuni grandi civil servant adusi allo stile istituzionale del silenzio, come ad esempio, Gaetano Gifuni, il Prefetto Carlo Mosca, e, pur con le sue peculiarità e connotazioni, Gianni Letta. Sono coinvolti inoltre ex civil servant da tempo entrati in politica come Antonio Maccanico e Lamberto Dini, che però non hanno perso l’impronta originaria. Da sempre alla ricerca di uno Stato – casa di vetro, l’autore apre finestre significative sulla società, anche con l’ausilio di uomini del rango di Antonio Catricalà e Corrado Calabrò, presidenti di Autorità indipendenti, lanciando lo sguardo su questioni cruciali di loro competenza, quali quelle della concorrenza e del sistema televisivo e delle telecomunicazioni.

Merito, concorrenza, coesione politica e sociale, autoriforma della classi dirigenti, efficienza ed imparzialità dell’Amministrazione, recupero forte del senso dello Stato, che solo può contribuire ad una reviviscenza di un vero senso civico diffuso (spesso sostituito da forme di senso cinico), una sana etica pubblica e privata, sono alcuni dei valori, delle opzioni, e delle priorità cruciali per il Paese, che attraversano il coro di voci racchiuso nel libro.

Il libro, unico nel panorama editoriale italiano, è un po’ un saggio, un po’ un pamphlet, un po’ un manuale, scritto con linguaggio plastico, a volte tagliente, ma sempre lineare e comprensibile al largo pubblico, che ci accompagna fino al “cuore dello stato” e alla scoperta dei nuovi fermenti della società italiana.

Luigi Tivelli, consigliere parlamentare, nell’ultimo decennio ha operato come civil servant al servizio dei vari governi che si sono succeduti. È stato editorialista di vari giornali,tra cui,da ultimi, « Il Messaggero» e « Il Mattino». Tra i tanti libri pubblicati quelli di maggior successo sono stati Il libro di chiunque. Manuale per il cittadino della Seconda Repubblica (Rai-Eri, 1993), Viaggio Italiano (con Andrea Monorchio, Mondadori, 2003) e, da ultimo, Questionando. Le sei questioni che bloccano l’Italia (Fazi-Rai Eri, 2006).

Autore: Luigi Tivelli
Editore: Rubbettino - RAI ERI
pag. 210, 12 euro

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario