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-35: Coalizione Generazionale che si fa avanti

Cattiva gioventù o mancanza di spazi?

Dateci voce. Dateci la possibilità di intervenire portando i nostri stili e le nostre tematiche

di Luca Bolognini * - 26 novembre 2007

Premessa colorata: Corriere.it, titolone di apertura, lunedì 26 novembre 2007: "Giovani, single, laureati: sono i clienti delle lucciole". Insomma, bamboccioni proprio non bastava. Non passa giorno che non si legga-veda-senta parlare di noi juniores e del nostro disorientamento/disimpegno. Omicidi, alcool, droga, perversioni, nel migliore dei casi svago, gossip e zero responsabilità, tutto rigorosamente under-35. Fine della premessa.

Veniamo allo specifico ambito della politica, e tralasciamo il mare magnum della decadenza culturale/morale che ci viene imputata. La scorsa settimana, un Michele Serra assai dubbioso si domandava (da Lerner) dove fossero i giovani politici e se non dovessero trovare nuove strade, nuovi modi, nuovi equilibri per attivarsi e incidere nella dimensione pubblica italiana ed europea. Il 23 novembre, l"Indipendente citava il servizio di Famiglia Cristiana dedicato all"argomento, e i toni sull"incapacità neogenerazionale di darsi una mossa erano duri, critici, scettici. Potrei elencare per ore articoli e trasmissioni, libri e siti, canzoni e poesie, senza fine. Tutti a dire che non ci sono i giovani in politica e che non si vedono proposte innovative. La prima affermazione è condivisibile, realistica: giovani in politica se ne trovano ancora pochissimi, questa è un"amara verità. Siamo troppo rari e sparpagliati, normalmente diseducati all"azione civile, quindi non pesiamo e non facciamo sentire la nostra voce. Che non ci siano proposte innovative è invece una falsità: da mesi ci "sbracciamo" per farci vedere, per far sì che Coalizione Generazionale -35 (che è una campagna nuova nei contenuti e nei metodi, un"iniziativa originale e davvero trasversale) venga tenuta in conto dalla stampa e dalle redazioni, quindi dall"opinione pubblica e dalla politica. E quasi tutti i media (tranne rare e generose eccezioni) come nulla fosse fanno a finta di non vederci. Dicono che non ci siamo. Che mancano progetti giovanili coraggiosi e proiettati nel futuro del nostro Paese. Eppure, siamo davanti ai loro occhi e rappresentiamo una larga fetta - almeno come peso specifico dei nostri sostenitori - della giovane politica italiana. Da un lato, hanno aderito a Coalizione Generazionale rappresentanti nazionali e territoriali (coordinatori, segretari, dirigenti) di parecchie giovanili dei principali partiti e associazioni di categoria, di entrambi gli schieramenti o "terzisti". Dall"altro, fanno parte di CG moltissimi under-35 che non hanno mai fatto politica finora, che ne erano impauriti o delusi, ma che non tollerano l"idea di essere ottusamente anti-politici e di rimanere inerti.

Le divisioni dei nostri genitori non ci appartengono, le materie che ci separeranno domani, in buona parte, devono ancora nascere o si stanno solo iniziando a formare. Le stesse alleanze che ci vedranno protagonisti saranno diversissime da quelle che tengono insieme - a forza - i partiti di oggi. Lo diciamo, lo comunichiamo, ne parliamo, ci confrontiamo, eppure i seniores - sordi forse per senilità e interesse - evitano di considerare il nostro movimento nazionale e di valutarne - se non altro - lo spirito inedito, costruttivo, impegnativo. Questa non è una lamentela, sia chiaro: meno i mass-media ci vogliono vedere e sentire, più ci compattiamo e sentiamo che la strada è quella giusta, che abbiamo ragione a coalizzarci, a stringere patti tra giovani politici, a battagliare per le riforme. Insomma, non ci "accomodiamo". Però ai seniores e ai loro (perché è evidente che sono ancora loro) strumenti mediatici, ai giornalisti che ci lavorano, ai più giovani che collaborano - spesso precari - nelle redazioni, un appello lo rivolgiamo: abbiate il coraggio di aprire le vostre porte a nostri rappresentanti nei dibattiti in cui - quasi sempre tra "anziani", inaudita altera parte - dissertate sullo stato attuale e sul futuro di chi oggi è più giovane e meno rappresentato. Non ci tiriamo indietro, dateci la possibilità di intervenire portando i nostri stili e le nostre tematiche (che sono poi quelle sottoscritte pubblicamente sul sito con l"appello per la Coalizione Generazionale), dateci voce. Parliamo di nuove famiglie, di flessibilità e welfare delle opportunità, di abolizione del valore legale dei titoli di studio, di liberalizzazioni delle professioni, di sviluppo sostenibile e di industrie verdi, di diritti umani in Iran, di fondi-premio per la ricerca, di partiti davvero democratici, di integralismi e integrazione.

Concludo questo breve "segnale di fumo" con un aneddoto: la metà dei nostri firmatari under-35 via internet, quindi all"incirca 350 persone su 700 che poi si sono trasformate in sostenitori in carne ed ossa, ci è arrivata in 2 ore e mezza di prima pagina su Affari Italiani, il principale quotidiano on-line nazionale. Era giugno. Gli altri 350 li abbiamo raccolti in quattro mesi di passaparola via mail. Questo deve fare riflettere. Non ci sono i giovani disposti a impegnarsi, o non ci sono i giornalisti illuminati e pronti a dare spazio a chi è giovane politico in Italia?



*Presidente di Società Aperta Giovani e portavoce nazionale di Coalizione Generazionale -35

luca@lucabolognini.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario