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Scadono i vertici delle partecipate statali

Breve guida all'uso delle nomine di Stato

Vertici delle società pubbliche in scadenza nel 2014? Si decidano da subito i successori. Se fossero private, succederebbe così.

di Enrico Cisnetto - 21 giugno 2013

Un governo si giudica dalle nomine che fa. A maggior ragione, un governo di grande coalizione. Per questo un passaggio cruciale per Letta saranno le scelte che farà per le molte società pubbliche, o parzialmente tali, che hanno i vertici in scadenza. Io credo che ci sia un buon modo di procedere e almeno un paio di sbagliati. Partiamo da questi ultimi. Uno: fare brutale lottizzazione, piazzando “trombati” e amici vari senza alcun riguardo alle competenze professionali. Due: essere ossequiosi in modo acritico del “politicamente corretto”, badando cioè alle conseguenze d’immagine che le scelte possono generare e non alla sostanza dei risultati che sono in grado di produrre. Insomma, non va bene né agire da casta né giocare all’anti-casta. La scelta giusta, invece, è una intelligente via di mezzo: scelte forti, di cui assumersi la responsabilità, ma niente manuale Cencelli.

Il banco di prova in questa circostanza sarà Finmeccanica. Dopo gli errori dei precedenti governi, e partendo già con l’handicap per il ritardo con cui si arriva alle nomine in una società che aveva (e avrebbe) bisogno di solide certezze, soprattutto per avviare una nuova stagione industriale che ne salvi e rilanci il profilo di conglomerata delle tecnologie civili e militari, Letta non può permettersi di sbagliare. Da settimane si fa il nome – condiviso dai più, nel governo come al Quirinale, nel sistema economico-finanziario come nel management Finmeccanica – di Giuseppe Zampini, il manager del gruppo dotato della maggiore esperienza e della migliore visione strategica. Cosa si aspetta a procedere? Si dice: c’è il problema di Pansa. Si prenda una decisione. Fermo restando che la coabitazione non è mai una soluzione ottimale, si trovi il giusto punto di mediazione. Si dice ancora: c’è il problema del presidente. Bene, i nomi si conoscono, ciascuno con i suoi pregi e difetti, comprese alcune incompatibilità, e si sa che per quel posto ci vuole qualcuno che abbia un ricchissimo portafoglio di relazioni internazionali. Ora o fra un mese, i nodi da sciogliere saranno gli stessi, tanto vale farlo subito.

Anche perché, a cascata, Finmeccanica si porta dietro molte altre nomine. Le caselle sono molte, e in generale riempirle con conferme laddove si è fatto bene e conseguiti buoni risultati è la miglior scelta che si possa fare. Bono ha rimesso in piedi Fincantieri dopo la grande crisi? Confermatelo. C’è bisogno di un presidente perché Antonini è andato in pensione? Cercate qualcuno che, come nel caso di Finmeccanica, aiuti l’azienda a relazionarsi sui mercati mondiali. Alla Sace le cose hanno funzionato?

Squadra che vince non si cambia. E questo vale, dovrà valere, anche per le altre società importanti che avranno i vertici in scadenza nel 2014: se si tratta di società quotate, la cosa migliore è deciderlo fin da adesso. Se fossero private, succederebbe così.

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