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Tutti ne parlano, come al Bar dello Sport

Blaterando di sistemi elettorali

La sinistra si è convinta sulla riforma “alla tedesca”. Ma le differenze sono enormi

di Davide Giacalone - 06 luglio 2007

Al bar sport tutti si sentono commissari tecnici della nazionale, al bar politica tutti s’immaginano riformatori elettorali. Con pari costrutto. Il Presidente della Repubblica ha detto (traendo legittimità da non so quale fonte) che prima di votare si deve cambiare la legge. I referendari raccolgono le firme, e chi non spera nell’insuccesso o nella bocciatura costituzionale si preoccupa. Così molti parlano dei sistemi elettorali come fanciulle illuse: le poco formose comprano scollature a balconcino, le pienotte due taglie più piccole, oscillando fra la noce nel secchio ed il soufflé scoppiato. Sperano sia l’abito a far la forma. Tutti i sistemi elettorali hanno pregi e difetti, si tratta di stabilire cosa si vuole. Pare che la sinistra si sia convinta del sistema tedesco, ma non credo sappiano quel che dicono. In Germania funzionò perché erano fuori legge gli estremisti: nazisti e comunisti. Spiegatelo, agli eredi di Togliatti. Non è affatto bipolare, tant’è che due partiti centrali, prima i liberali e poi i verdi, furono determinanti. Favorì l’alternanza, ma solo perché anche i socialdemocratici ripudiarono il marxismo. Il governo è solido anche con un voto di maggioranza perché il Parlamento non può farlo cadere senza averne pronto un altro. La soglia di sbarramento al 5% non è un elastico aggirabile. Il “Senato” è federale, perché quello è uno Stato federale. Mi fermo, e m’appoggio al bancone.

Veltroni è un portento. Entra al bar e dice: volemose bene, mettemose d’accordo, famo la riforma. Giustissimo. Smettiamola, aggiunge, di votare solo “contro”, non favoriamo le coalizioni disomogenee. Cribbio, lo scrivo da anni, senza neanche essere stato al governo grazie a quest’andazzo. Però premette: Prodi non si tocca. Ci fa o ci è? Si ricordi una cosa semplice: il proporzionale ha avuto meriti storici e gli dobbiamo il non aver fatto la fine della Grecia dei colonnelli, ma le democrazie moderne si governano con i sistemi maggioritari. Ce ne sono diversi, tutti destinati a dare ai vincitori più seggi dei voti presi. Fin quando daremo premi di maggioranza alle coalizioni ci terremo quelle. Né quel premio può essere abbandonato sperando di conservare le coalizioni esistenti. Se vogliono le riforme mandino a casa il prodismo, altrimenti: birra e briscola per tutti.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato da Libero di venerdì 6 aprile

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