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Public Policy

L’invenzione di Silvio Berlusconi

Bipolarismo e governabilità

Meglio votare subito per uscire dall’immobilismo e favorire il ricambio politico

di Davide Giacalone - 20 novembre 2007

Il bipolarismo italiano è un’invenzione di Berlusconi. Opportuna e capace di fermare un disegno politico perverso. La sinistra ne divenne devota imitatrice. Prestissimo, ahinoi, si dimostrò che le coalizioni fra diversi, le forzose alleanze elettorali, erano buone per vincere, ma non per governare. Chiunque vinca e chiunque non governi. Sarebbe toccato all’opposizione, alla sinistra, fra il 2001 ed il 2006, rompere questo schema e creare formazioni politiche omogenee, dotate di programmi credibili. Invece furono conservatori del nulla, ridando vita al prodismo ed al suo programma insensato. Inoltre la sinistra s’è imberlusconita anche strutturalmente, facendo nascere un partito nuovo che imita il dna di quello che detestarono. Berlusconi torna a sparigliare e strangola la sua creatura.

Sbaglia chi crede che gli sia possibile (ove mai lo desideri) rinunciare al bipolarismo, ma gli è chiaro che il modo in cui si è realizzato alimenta una rendita di posizione per le formazioni rissose, favorisce l’immobilismo e neanche si ottiene il ricambio. Se non è possibile votare subito, e con l’attuale sistema elettorale, allora si dovranno fare i referendum, e se passano quelli il premio di maggioranza va al partito e non alla coalizione. Una cosa simile si ottiene con la proposta di Veltroni, che solo i gonzi credono sia proporzionale e per quello corrono a “confrontarsi”. Proprio perché prodotti simili, oggi la formazione di Berlusconi e quella di Veltroni si reggono a vicenda, con un vantaggio elettorale del primo ed un più vasto orizzonte temporale per il secondo. Tutti e due sanno che lavorare ad una vera riforma del sistema elettorale significa sfasciare le coalizioni ed archiviare Prodi, e sanno che il governo non reggerebbe neanche ai referendum.

Solo cancellandoli dall’agenda si colpisce sia Berlusconi che Veltroni. E queste son cose che ripetiamo da tempo. Ragionevolezza vorrebbe che si voti subito, spingendo Berlusconi ad una più compiuta proposta per la prossima legislatura e consentendo a Veltroni di dare sostanza alla sigla che guida. Certo, se anche Veltroni si smarcasse, si potrebbe cominciare fin da subito il restauro istituzionale e politico. Non sarebbe la grande coalizione, ma l’accordo dei maggiori per assicurarsi d’essere alternativi l’uno all’altro.

Pubblicato su Libero di martedì 20 novembre

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