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Una verità nascosta tra il serio e il faceto

Berlusconi, ridendo dicere verum

E se il reddito va scomparendo, si può contare solo sui patrimoni

di Luca Bolognini * - 18 marzo 2008

L"attacco strumentale a Berlusconi da parte di mezza Italia, per la battutaccia riferita alla precaria (con il suggerimento di sposare suo figlio) è stato a nostro parere inutile e sbagliato. Se lo diciamo noi di Coalizione Generazionale, che coltiviamo rapporti con gli attuali schieramenti in maniera trasversale - cercando di spronarli al miglioramento e al ringiovanimento - potete fidarvi.

Perché quella di Berlusconi non è stata un"uscita offensiva verso i più giovani, come qualcuno vorrebbe fare intendere? Perché Silvio ha detto la verità: con spensierato buonumore, certo (e la cosa può infastidire un povero diavolo con miseri 1000 euro al mese), ma ha detto quello che un economista onesto sa perfettamente e dovrebbe ripetere ogni giorno.

L"Italia è un paese in difficoltà, con produttività e redditi sempre più bassi e un"economia in sostanziale stagnazione, iper-dipendente dalle materie prime estere (i cui prezzi stanno esplodendo), con un debito pubblico mostruoso da fronteggiare, una spesa (massima) per la P.A. inversamente proporzionale alla sua efficienza (che è minima), esposta più di altre nazioni alla concorrenza globale (non avendo ancora trasformato strutturalmente il proprio tessuto industriale, che resta a basso contenuto tecnologico, e avendo anzi preteso, fino a ieri o a stamattina, di produrre t-shirt e bulloni d"una volta), un paese pieno di pre-pensionati che presumibilmente lavorano in nero, privo di valida istruzione scolastica/universitaria e orfano di autentiche liberalizzazioni di servizi pubblici e professioni (scandaloso che a parlarne e a chiederle, con apprezzabile senso di responsabilità, siano "solo" la UE, Catricalà, Capezzone e Bonino - e l"UDC ma unicamente per i servizi locali - in questa campagna elettorale, nella quale si vuol far passare per "liberalizzazione" la benzina nelle coop). Potrei continuare nell"elenco di ulteriori malanni, ma ci siamo capiti.

Tutti questi simpatici elementi armoniosamente sommati, comportano un effetto molto netto e particolarmente accusato dai giovani, e stupisce che nessuna forza politica attuale - se non appunto con battute più o meno felici - lo sottolinei apertis verbis: se il reddito va scomparendo, si può contare solo sui patrimoni. Chi ha, consuma le sacche di "riserva".

Chi non ha, può giusto giusto pregare, sperare in qualche magia (per esempio, di essere sorteggiato tra gli operai di una fabbrica da una direzione di partito e piazzato in Parlamento, o di vincere al lotto, ecc.), oppure cercare di unire le sue sorti a quelle migliori di chi ha. Tradotto in termini pratici e buffi, cercatevi un buon partito (in entrambi i sensi), un Piersilvio o una Piersilvia Berlusconi (ma anche qualcosa di meno può bastare) che vi faccia accedere alle grazie del suo abbondante patrimonio.

I redditi, in un"Italia che non produce ricchezza, sono fichi secchi e non ci si fanno nozze, al massimo si tira a sopravvivere. Se ci stiamo "brasilianizzando" e stanno sparendo le classi medie, non è colpa né dei ricchi né dei poveri (che i massimalisti vetero-comunisti e gli ovattati salottieri-bene dell"upper class rimangano tranquilli, per carità, nelle rispettive nicchie così poco aderenti alla realtà): è la coscienza di una politica incapace di riforme, debole, pavida, miope e cocciuta a dover essere lavata con lo sbiancante che più bianco non si può. Confidiamo nella forza delle nuove generazioni, flessibili, europee, evolute, poliglotte, viaggianti e informate: le più esposte al declino, le più interessate a rimediare impegnandosi in politica.

Intanto, apprezziamo amaramente la sincerità berlusconiana - volontaria o involontaria, di cattivo o di buon gusto che fosse: ridendo, ha detto una scomoda verità, diversamente taciuta in pagine e pagine di furbastri e genericissimi programmi elettorali di tutti gli schieramenti.

*Portavoce nazionale di Coalizione Generazionale Under-35
luca@lucabolognini.it - www.coalizionegenerazionale.it

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario