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La richiesta del confronto con Prodi lo conferma

Berlusconi e la tv: sconfitta annunciata

Il Cavaliere invade il video e si comporta come un candidato che parte già battuto

di Antonio Gesualdi - 02 febbraio 2006

A leggerla bene, la storia, insegna che tutti i grandi (e piccoli) uomini di Stato sentendo la fine della propria vicenda politica l"hanno inconsciamente anche accelerata. Non si spiegherebbero altrimenti scelte politiche palesemente sbagliate o incongruenti dell"ultima ora.

Sta capitando la stessa cosa a Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia si costringe ad un tour de force televisivo - da Giurato a Vespa, da mattina a sera - pensando di poter convincere gli italiani, che da mesi hanno già deciso, a cambiare idea. I suoi amati sondaggi lo danno sotto di sei punti percentuali da quasi un anno. Forza Italia è sprofondata sotto il 20% e da lì non si muove. Mentre agisce anche l"effetto ottico di sondaggi che danno in rimonta la Casa delle Libertà, ma è sempre accaduto che a mano a mano che ci si avvicina alla data delle elezioni la forbice - da una parte o dall"altra - si restringa. L"equivoco è pensare che sia la sovraesposizione mediatica di Berlusconi a far restringere la forbice.

Ma il cavaliere cosa fa ancora? Fa quello che non ha mai fatto quando i sondaggi erano favorevoli; ovvero va in televisione. E" questo il vero autogol. Il Primo ministro potrà smitragliare tutte le cifre che vorrà, potrà raccontare la più esilarante barzelletta del secolo, potrà cercare di infondere ottimismo ai realisti, ma vale ciò che si fa non ciò che si dice o si promette. E ciò che sta facendo in queste settimane è la riprova che anche lui si è dato per sconfitto. Le parti si sono completamente invertite: nel 2001 Berlusconi non si era mai concesso così alle televisioni e neppure ai dibattiti con i leader avversari. Ha firmato un contratto politico-televisivo con i suoi elettori e quello è rimasto unico comizio memorabile. Oggi, invece, annulla ora per ora con frasi ad effetto ciò che va dicendo e cerca e insiste per un confronto con Prodi. Ma Prodi ripaga con la stessa moneta: non si concede all"inseguitore.

Il paradosso è pienamente attivo ed è stata stabilita una regola nuova; il palesemente perdente chiede il confronto televisivo. Se negli Stati Uniti lo sconfitto alla corsa alla Casa Bianca è colui che telefona, si congratula e riconosce l"altro come vincitore - e questo vale anche come passaggio formale della fine della contesa politica - in Italia abbiamo stabilito una nuova consuetudine: chi in campagna elettorale chiede il confronto televisivo con l"avversario è colui che - per implicita ammissione e comportamento - si ritiene in svantaggio.

Berlusconi si sente un perdente, chiede il confronto e quindi dimostra, con i fatti non a parole, che egli crede ai sondaggi (ma forse anche a quello che gli viene detto da persone serie ogni giorno). Berlusconi si sente inseguitore, quindi si percepisce sconfitto alle prossime elezioni politiche.

Il paradosso logico di riprova è che andare in televisione non fa vincere le elezioni.

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