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Eroi europei, media provinciali

Beppe Grillo e l’informazione italiana

Secondo <i>Time</i>, il comico è una delle persone che stanno cambiando in meglio il mondo

di Giuliano Gennaio - 06 ottobre 2005

Una bella notizia: Beppe Grillo è un eroe d’Europa. Con il presidente dell'Associazione antiracket San Giovanni per la legalità a Napoli, Silvana Fucito, il comico genovese fa parte degli illuminatori, i perseveratori e i provocatori del Vecchio Continente, così come recita la copertina di Time, il magazine che ha pubblicato questa “speciale” classifica.

La bella notizia però non è tanto legata al fatto che Beppe Grillo sia il rappresentante, con la Fucito, delle migliori espressioni della genialità e della pervicacia italica, quanto il fatto che la stampa estera parli bene del nostro Paese. Era da tanto infatti che ciò non succedeva e, visti gli ultimi sviluppi della politica italiana, potrebbe non succedere di nuovo per molto tempo.

L’estate appena passata è stata caratterizzata proprio da un susseguirsi di articoli negativi ma sostanzialmente reali, a cominciare dalla copertina dell’Economist che rappresentava l’Italia come il malato d’Europa. Insomma un vero e proprio focus giornaliero sul “Fazio gate”, sulle questioni economiche, sulle relazioni tra media e potere, sulla (in)capacità supposta del Presidente del Consiglio a governare questo Paese.

Su Italieni.it, forum di discussione riguardante gli articoli pubblicati sulla stampa estera che hanno come soggetto tematiche italiane, i giudizi sono unanimi. La stampa estera ci considera un paese poco libero, così come dimostrano le ultime classifiche sulla libertà di espressione: ma la stampa estera non fa altro che rappresentare questo Paese. Non attraverso i tipici stereotipi ma osservando e analizzando i fatti. E del resto era “scientifica”, a suo dire, la motivazione dell’ex ministro del tesoro, Domenico Siniscalco, che ha usato proprio i 161 articoli della stampa estera contro il sistema rappresentato dalla Banca d’Italia per criticare pesantemente l’operato dell’ancora presidente Antonio Fazio.

Insomma, la legittimità politica si fa commissariare dai giudizi dei commentatori esteri, oppure, come è ancor più assurdo, in questo sistema ingessato, si strumentalizza a fini politici ciò che andrebbe relegato solamente nel novero dei rapporti tra mondo della politica e dell’informazione.

Il perché di questo strano paradosso informativo risiede tutto nella provincialità dei media italiani, legati a logiche di potere poco collegate al vero interesse per la notizia che è iscritto nel codice deontologico dell’ordine dei giornalisti, collegati tra loro attraverso holding finanziarie ed economiche a volte di dubbio valore morale, relegate ad asservimento di questo o quell’altro potere politico o imprenditoriale, espressione più dei salotti buoni che della fondamentale importanza che riveste la trasparenza dell’informazione. Lo stesso Grillo, eroe dei nostri tempi, considera i giornali, gli editori e le televisioni totalmente in mano agli sponsor. Si potrebbe anche dire in mano alle agenzie pubblicitarie. Quale l’interesse di un editore nel criticare il sistema politico se non per sostituirlo? E’cosi che l’informazione in Italia si è provincializzata. Ma l’eroe Grillo lo ha capito. E attraverso il suo blog fa una quotidiana mattanza di tutto ciò che viene censurato a livello nazionale. Conquistando lettori, e riformando dall’interno il mondo dell’informazione. E come scrive il Time, a volte, “quando il corpo politico è malato, una risata è la migliore medicina”.

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario