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Public Policy

Montezemolo e il think tank

Benvenuto tra noi, Luca

Società Aperta commenta la scelta del presidente di Confindustria

di Enrico Cisnetto - 09 gennaio 2008

La notizia che al termine della sua presidenza di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo darà vita ad un nuovo think tank non può che rallegrarci. Benvenuto tra noi, che da molti anni siamo impegnati ad organizzare iniziative politiche agendo dal lato della società civile. Con una puntualizzazione, però. Noi di Società Aperta non abbiamo mai inteso organizzare un ufficio studi che offrisse alla classe politica – peraltro inesistente – le idee che le mancavano, funzione che molti istituti svolgono già egregiamente, ma abbiamo cercato di immettere nel circuito (chiuso) della politica riflessioni e parole d’ordine che spostassero l’asse del dibattito dalle facezie alle grandi questioni strutturali. Per questo, quando abbiamo indicato per primi il pericolo del declino economico e del degrado sociale e civile del Paese, quando abbiamo denunciato il default della giustizia penale e civile, quando abbiamo parlato della crisi del bipolarismo all’italiana e del nostro pletorico sistema istituzionale basato su di un fallimentare federalismo, indicando il rimedio nella costruzione di una Terza Repubblica cui accedere attraverso un’Assemblea Costituente, lo abbiamo fatto con l’idea che fosse necessario coagulare forze che sono dentro il perimetro della politica e outsider di buona volontà intorno ad un progetto di salvezza e rilancio dell’Italia. Oggi questo obiettivo non solo rimane valido, ma alla luce dell’agghiacciante “scadimento” del Paese – che ci induce a parlare di vera e propria “emergenza democratica” – appare drammaticamente urgente: dobbiamo cambiare radicalmente il sistema politico e la classe dirigente. Ed è per questo che ci permettiamo, come già abbiamo fatto in passato, di rivolgere un appello a Montezemolo e a tutti coloro che avvertono l’intensità della “crisi italiana”: non è il tempo delle mezze misure, attendere oltre più che un errore potrebbe rivelarsi un delitto.

Enrico Cisnetto

presidente Società Aperta

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chi siamo

Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario