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Anche la Bce può adeguarsi

Banche e lotta all’inflazione

Usa e Giappone: i governatori utilizzano gli strumenti economici per la crescita

di Alessandro D'Amato - 05 giugno 2007

La crescita dell"economia statunitense sarà moderata nei prossimi mesi, mentre l"impatto della crisi del comparto immobiliare avrà una durata maggiore di quanto previsto in precedenza. Lo ha dichiarato il presidente della Fed, Ben Bernanke, precisando che la crescita sarà “vicino a poco al di sotto del potenziale"”nei prossimi mesi e che il più alto livello dei tassi sui mutui ipotecari "frenerà" il mercato immobiliare per un periodo più lungo del previsto. Il numero uno della banca centrale americana - in un intervento via satellite alla conferenza organizzata a Cape Town, in Sudafrica cui partecipano anche il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il governatore della Banca centrale del Giappone Toshihiko Fukui - ha comunque sottolineato che la crisi del comparto immobiliare non ha contagiato altri settori dell"economia. E in ogni caso, secondo Bernanke, le prospettive inflazionistiche negli Stati Uniti restano al rialzo.

Il presidente della Fed ha messo in evidenza che, sebbene l"inflazione "core" (al netto delle componenti alimentare ed energia) "sembri mostrare un graduale rallentamento", permangono "rischi al rialzo" e che l"aumento dei prezzi rimane "piuttosto elevato". Secondo il governatore della Bank of Japan, invece, l"economia giapponese è orientata a una crescita solida quest"anno, mentre la spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese stanno gradualmente aumentando. Fukui si attende una crescita al 2% sia quest’anno che il prossimo, mentre per l’inflazione, dopo un incremento solo marginale del 2007, nel 2008 si attesterà allo 0.5%. Fukui ha inoltre detto che le graduali strette monetarie della Bank of Japan sono state realizzate “in contemporanea ai miglioramenti dei fondamentali economici. In altre parole stanno migliorando la sostenibilità della crescita”.

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha invece messo in guardia dal "triangolo di vulnerabilità" cui i mercati creditizi fanno fronte che potrebbe innescare uno sconvolgimento della robusta crescita globale e dei mercati finanziari, individuando tre fattori: ridotto premio di rischio degli strumenti di debito, crescita dell"industria non regolamentata dei fondi hedge e dei "private equity" e sempre più diffuso utilizzo di nuovi complessi strumenti derivati sul credito. "Lo shock di un qualsiasi vertice di tale triangolo potrebbe avere ripercussioni sugli altri due", ha spiegato. Ma ha anche aggiunto che lo scenario di base per la stabilità finanziaria dell"Eurozona resta favorevole per il futuro” e, anche se “sono aumentate alcune vulnerabilità a livello di famiglie e di settori corporate, nondimeno la posizione finanziaria resta, nella media, solida”. In due situazioni di difficoltà (presente quella americana, passata quella giapponese), insomma, le banche centrali di due paesi che sono stati un traino per la crescita mondiale (e gli Usa lo sono ancora) hanno scelto di difendere l’economia della loro nazione. Forse che anche Trichet, dopo lo scontato rialzo di mercoledì 6, deciderà di cambiare linea?

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