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Analisi di un fenomeno raccapricciante

Baby prostitute in una società frustrata

Le ragazzine che si vendono per denaro sono la conseguenza di una società ipocrita e priva di riferimenti

di Luca Bagatin - 14 novembre 2013

Il fenomeno delle “baby prostitute” è un vero problema. Un vero problema perché banalizza il corpo delle ragazzine che si vendono per il vil danaro di una società consumistica ove la vera crisi è di creatività e di civiltà. Un vero problema perché mette a nudo intere generazioni di maschi frustrati sessualmente, ricchi, ipocritamente sposati e – più o meno consapevolmente – mentalmente deviati.

Un problema che fotografa l"”altro volto dell"Italia”. Un volto che è sempre esistito almeno sin da quando hanno chiuso i casini. Un volto che si è diffuso a macchia d"olio grazie ai mezzi di comunicazione di massa che sbattono in prima pagina non già l"erotismo, bensì la morbosità e la violenza. Il voyeurismo, che è l"estrema conseguenza della repressione, della mancanza di qualsiasi educazione sentimentale e sessuale.

La nostra è una società ove le donne, emancipate solo in parte, ma per molti versi e purtroppo “mascolinizzate”, si sono stancate di uomini rammolliti e privi di creatività. La nostra è diventata, con l"incedere degli anni, una società ove niente si può ottenere attraverso il buonsenso, l"amore e la comprensione, bensì tutto si può ottenere con il vil danaro, il commercio, la prostituzione che è prima di tutto mentale. I sentimenti e l"eros sono stati sostituiti dal voyeurismo, dall"ipocrisia matrimoniale, dal figliare senza alcuna consapevolezza ed educazione per i figli medesimi, dall"idolatria per il danaro, meglio se facile ed ottenuto senza fatica.

Il corpo è diventato non già esaltazione della bellezza e della verità come nell"arte classica, bensì merce, strumento mediatico di un piacere passeggero ed effimero, esaltato dalle palestre e dai centri benessere profumatamente foraggiati da consumatori/lobotimizzati inconsapevoli. E così ci stupiamo che ci siano ragazzine (o ragazzini, si veda il caso Paolini) che si prostituiscono a 14 o 16 anni. Ci stupiamo, ma non ci chiediamo quale ne sia la vera causa, che non è morale o moralista, bensì va ricercata nell"assenza di passioni, pulsioni, emozioni vere. Il danaro, la pubblicità commerciale, i media, lo stesso web intriso di messaggi commerciali ed effimeri, ovvero di bisogni indotti, ha privato la nostra società e dunque i nostri giovani di qualsiasi vero amore per ciò che li/ci circonda. Non è un caso che gli Anni "60 fossero gli anni della trasgressione-rivoluzione culturale, ideale, sessuale, mentre gli Anni "2000 siano stati gli anni della regressione umana e culturale, dell"indottrinamento mediatico, del soldo facile, della mancanza di comunicazione verbale e gestuale e della mercificazione dei corpi e, dunque, delle menti. Ovvero tutto ciò che ha originato l"attuale crisi mondiale.

Ciò che mi chiedo davvero è, purtuttavia: quanti ne sono davvero consapevoli ? Quanti si rendono conto che, sin tanto che non ci ribelleremo a questi modelli imposti dall"alto (dall"economia alla politica, passando per i media ed i “cattivi maestri” della pubblicità, dell"incultura e della pseudo-comunicazione) non ne usciremo mai ? Riapertura delle case chiuse subito! Educazione sessuale e sentimentale nelle scuole subito!

Invito ai giovani alla lettura, all"approfondimento ed all"uso consapevole, ovvero intelligente, dei mezzi di comunicazione di massa. Invitandoli magari anche al loro boicottaggio intelligente e di controinformazione, sull"onda di quanto avvenne negli USA egli Anni "60 e "70. Rifiuto della pubblicità commerciale, dei bisogni indotti, del consumismo. Ritorno a scelte di vita legate alla natura, all"ambiente, all"amore, ovvero basate su stili di comunicazione verbale, gestuale, istintuale verso il proprio prossimo.

Riscoperta di forme di spiritualità antiche come la Donna e l"Uomo, rispetto a quelle imposte dai media, dal soubrettismo religioso dei Bergoglio e delle Belen, che servono unicamente a foraggiare un sistema di Potere prostituito.Ecco, forse, gli antidoti al disfacimento odierno ed attuale.

Occorre dunque tornare a trasgredire di fronte ad un Sistema corrotto e corruttore. Diversamente avranno vinto loro: i fanatici della frustrazione mentale, del consumismo, della politica piegata all"economia e dell"economia piegata alla politica, del voyeurismo, della distruzione del patrimonio ambientale, della corruzione dei corpi e delle menti. Non lasciamoci ma più imbrogliare ed imbrigliare, dunque !

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Società Aperta è un movimento d’opinione, nato dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze professionali e politiche differenti, animati dalla comune preoccupazione per il progressivo declino dell’Italia, già dal lontano 2003, quando il declino dell’economia, almeno a noi, già era evidente come realtà acquisita. L’intento iniziale era evitare che il declino diventasse strutturale, trasformandosi in decadenza. Oltre a diverse soluzioni economiche, Società Aperta, fin dalla sua costituzione, è stata convinta che l’unico modo per fermare il declino sarebbe stato cominciare a ragionare, senza pregiudizi e logiche di appartenenza, sulle cause profonde della crisi economica italiana e sulle possibili vie d’uscita. Non soluzioni di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. Invece, il nostro Paese è rimasto politicamente paralizzato su un bipolarismo armato e pregiudizievole, che ha contribuito alla paralisi totale del sistema. Fin dal 2003 aspiravamo il superamento della fallimentare Seconda Repubblica, per approdare alla Terza, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformulando un patto sociale che reimmagini, modernizzandola, la costituzione materiale del Paese. Questo quotidiano online nasce come spin-off di Società Aperta, con lo scopo di raccogliere riflessioni, analisi e commenti propedeutici al salto di qualità necessario