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Public Policy

L’inutile, italico, proliferare dei garanti

Autorità poco autorevoli

Le leggi a incastro ne bloccano o espandono le competenze. Meglio che chiudano

di Davide Giacalone - 21 giugno 2007

Così come dalle pagine di Cechov emana l’odore della burocrazia zarista in decomposizione, dal ginepraio italiano delle autorità indipendenti proviene il rumore della frana istituzionale. C’è stato un tempo in cui si creava l’autority per ogni cosa, chiamandola rigorosamente in inglese e non accorgendosi di ciò che questo significa: le autorities funzionano bene nei sistemi di common law, incespicano e s’impantano fra gli eredi di quello romano. Dove la voce del giudice, o dell’autorità, è la norma cui conformarsi servono a qualche cosa, dove si ricorre al Tar finiscono spesso con il far perdere tempo. Si sono moltiplicate lo stesso, per insipienza del legislatore: c’è un problema complicato, non si riesce a trovare un accordo? facciamo una bella autority e che se la sbrighino loro.

Capita, così, che ci si rivolga alla privacy (sempre inglese, anche nel sito istituzionale) per una patente violazione della propria riservatezza ed identità parentale e ti dicano: non siamo competenti. Tu rispondi: ma nel caso di quello che chiede l’ora ai travestiti siete intervenuti. E quelli replicano: ma lì erano informazioni sensibili, relative alle preferenze sessuali. Risposta surreale, perché mica lo hanno fotografato copulante, ed adottando lo stesso metro non si può più fotografare nessuno che chieda informazioni stradali. Capita che si venga a sapere che gli apparecchi per la misurazione del gas non sono nemmeno omologati. Tu scrivi: e che ci sta a fare l’autority gassosa? E quelli, cortesemente, ti rispondono: non siamo competenti. Poi leggi che hanno avviato un’indagine sull’applicazione “dei due coefficienti ‘M’ e ‘K’ che vengono applicati ai dati dei misuratori per la determinazione di prezzi e tariffe”. Sui misuratori non sono competenti, sui coefficienti sì. Nella qual cosa non c’è nulla di razionale, ma è il frutto di leggi ad incastro delle quali spesso i garanti non sono responsabili, se non per il fatto che con la loro gioia di continuare ad esistere alimentano l’equivoco.

Le autorità hanno un senso se, con poteri e competenze chiarissimi, servono a dettare regole alla velocità del mercato. Se, invece, vanno al ritmo della pubblica amministrazione e si difendono come mezzemaniche irresponsabili, è meglio che chiudano. Della perdita s’accorgeranno solo gli intimi.

pubblicato da Libero di giovedì 21 giugno

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