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Oggi la classe dirigente è degli anni ’30

Aprire ai giovani, ma senza quote

Un appello al ricambio generazionale conclude la conferenza programmatica dell’Udc

di Fred Kuwornu - 13 febbraio 2006

Cruciali nello scorso fine settimana sono stati gli appuntamenti delle conferenze programmatiche dei partiti italiani. Come quella di Alleanza nazionale, anche la conferenza dell’Udc ha voluto dare spazio alle proposte provenienti dai giovani, tra le quali quelle del proprio leader Domenico Barbuto che ha preso la parola dopo l’intervento da standing ovation di Marco Follini.

La ricerca della concordia sulle riforme istituzionali e un indispensabile ricambio generazionale da ottenere avvicinando i giovani alla politica anche con l’abbassamento dell’età per il voto a 16 anni sono solo due dei vari ‘temi’ proposti da Barbuto nel suo intervento alla Conferenza programmatica del partito. Secondo il segretario dei giovani dell’Udc “Le riforme non possono e non devono diventare tema di scontro politico, bisogna arrivare alla concordia sulle riforme evitando scontri e conflitti”.

Barbuto si è anche detto d’accordo nell’aver inserito nelle ultime riforme la possibilità del referendum confermativo per le leggi costituzionali qualsiasi sia il quorum raggiunto in fase d’approvazione parlamentare. Ma, secondo il giovane esponente cattolico “si possono immaginare tutte le architetture istituzionali che si vogliono, ma se ad esse non si affiancano gli uomini mancheranno le fondamenta. La classe dirigente politica appartiene alla generazione degli anni ’30 e in alcuni casi a quella degli anni ’50, ma quella degli anni ’70 al momento è sicuramente esclusa. In termini di selezione della classe politica c’è un vuoto, se non ci si pone questo problema ogni riforma rischia di essere priva di senso”.

Quindi l’appello ai partiti perché, senza battaglie inutili e scontate sulle quote, aprano al mondo giovanile. A detta di Barbuto c’è la grande necessità di recuperare il rapporto tra le giovani generazioni e la politica e proprio quest’ultima può trovare una prima risposta nell’abbassamento dell’elettorato attivo da 18 a 16 anni, auspicando che i giovani possano creare la classe dirigente della concordia.

Da ricordare infine che come tutte le altre giovanili, anche i giovani Udc si sono inseriti in un scontro dialettico con gli interlocutori senior del loro partito sui problemi giovanili e da lunedì 13 febbraio 2006 da piazza Montecitorio, alla presenza di Pierferdinando Casini e del segretario nazionale Lorenzo Cesa, partirà il “Giovani Udc Tour”, l’ iniziativa elettorale realizzata dal movimento giovanile dell’Udc.

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