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Per le password della procura in redazione

Amato: un po’ troppo esterrefatto

Inutile sbigottirsi per gli scandali, se poi non si mette mano ai problemi con interventi

di Davide Giacalone - 13 luglio 2006

Giuliano Amato è uomo troppo intelligente per potere recitare la parte dell’esterrefatto. Scenda dal pero e si guardi attorno. Sono anni che le intercettazioni e gli atti istruttori finiscono sui giornali, ed a denunciarlo siamo stati in pochini, a farlo chiunque fosse la vittima, poi, siamo stati … bò, non ricordo chi sia stato l’altro. Oggi il ministro dell’Interno denuncia che dei giornalisti hanno la password della procura. Scandaloso? Certo, anche se mi pare che l’unica novità consista nella versione elettronica del velinarismo. Sono anni, gentile ministro, che certi giornali sono mattinali di questura. Bisogna porre rimedio, giusto. Come? Puniamo i giornalisti.
Guardate, secondo me i giornalisti andrebbero frustati in piazza, assieme a quegli editori che facendosi megafoni delle procure hanno negoziato i loro guai giudiziari. Però, non prendiamoci in giro, qui i problemi sono due: primo, l’origine di tutte queste intercettazioni, il gravissimo sospetto che una centrale criminale ne abbia accumulate a tonnellate per “spenderle” in un futuro che è divenuto presente; secondo, se qualche velinaro ha la password c’è un magistrato che ha violato un filotto di leggi, e forse merita d’essere punito.
La prima questione s’intreccia con il dossier Telecom Italia. I lettori trovano in edicola un libro (Il Grande Intrigo), dove si scrive chiaro quel che altri fanno finta di scoprire. Il responsabile della sicurezza Pirelli, Giuliano Tavaroli, coordinava le intercettazioni, utilizzando collaboratori esterni, e pare che il tutto sia uscito dai confini del lecito, e di molto. Tavaroli non era un turista per caso, quindi esistono responsabilità che ancora devono saltare fuori. Segnali pure il pelo, l’ottimo Amato, ma dia un occhio anche alla trave.
In quanto al punire i magistrati che spargono in giro informazioni riservate, segnalo all’esterrefatto ministro il caso di Achille Toro. Pare che fornisse, agli amici interessati, informazioni sulle indagini che svolgeva, riguardanti Consorte ed i furbetti. Lo hanno beccato ed indagato. Non so com’è finita, ma so dove si trova Achille Toro: capo di gabinetto nel governo dove siede Amato e gli interessati alle informazioni. Capito mi hai? In altre condizioni taluno avrebbe parlato di scandalo, innanzi al quale restare esterrefatti.

www.davidegiacalone.it

Pubblicato su Libero del 13 luglio 2006

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